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Frontalieri: accordo approvato dal Parlamento italiano

Il Parlamento italiano ha approvato l'accordo sui frontalieri KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats

(Keystone-ATS) Il nuovo accordo sui frontalieri è stato definitivamente accettato dal Parlamento italiano. Il Senato lo ha approvato oggi in terza lettura all’unanimità. La Svizzera sarà stralciata dalla lista nera dei paradisi fiscali.

L’accordo era già stato adottato all’unanimità il 4 maggio dalla Camera dei Deputati, che aveva accolto due emendamenti presentati dal Governo italiano. Queste modifiche hanno richiesto un ulteriore voto del Senato, che aveva già ratificato il testo per la prima volta il 1° febbraio.

“È un grande risultato, che ci rende particolarmente soddisfatti”, ha dichiarato il senatore Alessandro Alfieri del Partito democratico (Pd). “Con il voto di oggi abbiamo una definizione chiara delle aree di frontiera e tutele per i lavoratori”, gli hanno fatto eco i parlamentari lombardi della Lega Stefano Candiani, Massimiliano Romeo ed Eugenio Zoffili. Per la senatrice dei Fratelli d’Italia Antonella Zedda, “questi accordi sono il frutto di un confronto decennale tra le parti interessate e vanno nella direzione dell’equità fiscale”.

Le modifiche, riguardanti la tassazione del telelavoro e la rimozione della Svizzera dalla lista nera dei paradisi fiscali, erano state proposte dall’esecutivo a Roma in seguito all’incontro del 20 aprile tra la ministra delle finanze svizzera Karin Keller-Sutter e il suo omologo italiano Giancarlo Giorgetti.

La Confederazione e la vicina Repubblica avevano trovato una soluzione transitoria in merito all’imposizione del telelavoro per i lavoratori frontalieri valida fino al 30 giugno, purché la Svizzera fosse tolta dalla black list.

Per quanto riguarda l’home office, Alfieri ha dichiarato di essere preoccupato “che il ministro Giorgetti sia in ritardo rispetto alla parte elvetica”. Il senatore del Pd ha invitato l’esecutivo a “dare un orizzonte certo e di serenità” ai lavoratori interessati.

Interrogata dall’agenzia Keystone-ATS, la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha confermato che discussioni sono previste su questo punto, ma non ha precisato né il loro contenuto né il calendario.

Anni di trattative

Il nuovo accordo relativo all’imposizione dei frontalieri, sottoscritto il 23 dicembre 2020 dopo anni di trattative, sostituirà quello del 1974. Da parte svizzera, era stato approvato in via definitiva dal Consiglio degli Stati il 13 dicembre 2021 e poi dal Nazionale il primo marzo dello scorso anno, mentre nella vicina Penisola l’iter ha subito notevoli ritardi, anche a causa dei cambiamenti al governo.

Grazie all’intesa – alla cui negoziazione hanno partecipato anche le autorità ticinesi, grigionesi e vallesane nonché le organizzazioni sindacali e l’Associazione Comuni italiani di frontiera – la Svizzera tratterrà l’80% (oggi poco più del 60%) dell’imposta alla fonte ordinaria prelevata sul reddito dei nuovi frontalieri che lavoreranno sul suo territorio. Questa categoria sarà tassata in via ordinaria anche in Italia. La doppia imposizione verrà eliminata.

Alle persone che lavorano o hanno lavorato in Ticino, nei Grigioni e in Vallese tra il 31 dicembre 2018 e la data di entrata in vigore del testo si applica invece un regime transitorio. I cosiddetti frontalieri attuali, continueranno a essere tassati esclusivamente in Svizzera. La Confederazione verserà ai Comuni italiani di confine fino all’anno fiscale 2033 una compensazione finanziaria del 40% dell’imposta alla fonte.

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