Guerra biologica: pericolo effettivo o pura psicosi?

Il pericolo di contaminazione da antrace sta mettendo in allarme mezzo mondo Keystone

Con la scoperta, negli Stati Uniti, di alcuni casi di antrace, si stanno diffondendo, un po' in tutto il mondo, i timori di attacchi con armi biologiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 ottobre 2001 - 11:36

Oltre all'antrace, i terroristi potrebbero propagare anche il botulismo, la peste e il vaiolo, malattie in grado di provocare un altissimo numero di vittime.Scenari di catastrofi, alle quali difficilmente si riuscirebbe a far fronte. E che stanno già scatenando discussioni e paure anche in Svizzera.

"Per combattere efficacemente queste malattie, non bastano gli antibiotici", afferma il medico cantonale ticinese Ignazio Cassis. "Nel caso di un'epidemia di antrace, su dieci casi gravi se ne potrebbe salvare solo una con la penicillina. Gli altri sarebbero comunque letali". E lo stesso vale per le altre malattie, a cominciare dal vaiolo. Secondo lo specialista, per arginare un'epidemia bisognerebbe procedere alla vaccinazione delle persone a rischio. Quindi, nel caso di un attacco terroristico, di tutta la popolazione.

Il guaio è che oggigiorno non ci sono scorte di vaccini contro il vaiolo o contro l'antrace. Dopo averlo ufficialmente debellato, nel 1980 l'Organizzazione mondiale della sanità raccomandò a tutti i paesi di cessare le vaccinazioni contro il vaiolo. Per cui ora non ci sono più nemmeno i vaccini.

Idem per l'antrace, una malattia che nei paesi industrializzati non rappresenta più un pericolo. Da decenni oramai, i casi di contagio si sono fatti rarissimi, grazie alle misure sanitarie e ai severi controlli effettuati sulle derrate alimentari e sugli allevamenti.

Antrace, una malattia dimenticata

Il pericolo di attacchi terroristici ha ora improvvisamente riportato l'attenzione dell'opinione pubblica su questa malattia, che normalmente colpisce gli erbivori. Ma che può costituire un pericolo anche per l'uomo, tanto che l'antrace - o carbonchio - è considerato un rischio professionale sia per gli agricoltori e i veterinari, sia per gli operai impiegati nella lavorazione delle pelli, della lana o del cuoio.

La malattia, provocata dal "bacillus anthracis", si presenta in tre forme diverse. L'antrace polmonare, la più pericolosa, si manifesta dapprima come un comune raffreddore, ma poi provoca collassi e gravi problemi respiratori che possono portare alla morte nel giro di ventiquattro ore.

L'antrace gastrointestinale, che può insorgere in seguito all'ingestione di alimenti contaminati, porta a lesioni dell'intestino, con un elevato indice di mortalità. Infine, c'è l'antrace cutaneo, in cui il battere penetra nell'organismo attraverso lesioni della pelle. Meno mortale delle altre due, questa malattia era anticamente chiamata «la maledizione nera», a causa del colore delle caratteristiche pustole.

Autorità sanitarie sul chi vive

"Attualmente, non esistono in Europa riserve di vaccini contro l'antrace o il vaiolo" spiega il dottor Cassis, "e nessun istituto ne produce più. Per cui, in caso di necessità, sarebbe difficile far fronte a un'epidemia". Tuttavia, per il momento si sono accertati soltanto due soli casi di antrace negli Stati Uniti, di cui uno con esito letale, e una quindicina di contagi. Poco, per far scattare vaccinazioni a tappeto in tutto il mondo.

L'Ufficio federale della sanità, che deve decidere sulle misure da prendere in Svizzera, non ha emanato alcuna misura concreta circa la produzione o l'impiego di vaccini. Per il momento, le autorità hanno creato una cellula di crisi, che segue gli sviluppi sul piano interno e internazionale. E che ha intanto allestito una hotline, per rispondere alle domande della popolazione.

Il timore di epidemie, alimentato da invii sospetti di misteriose polverine e anche da numerosi falsi allarmi, può infatti generare una vera e propria psicosi. "Ci siamo preparati a far fronte all'epidemia dell'angoscia" dice il medico cantonale ticinese "perché quella arriverà. E il mezzo più idoneo per combatterla è l'informazione".

Per questo, oltre alla speciale linea telefonica (033 228 16 29) con il laboratorio federale di Spiez, i vari cantoni si danno da fare per informare e rassicurare la popolazione. Per esempio, come fa il medico cantonale ticinese, pubblicando un elenco di risposte alle domande più frequenti sul suo sito Internet. Un sito che nei prossimi giorni farà probabilmente registrare un record di cliccate.

Fabio Mariani

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