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Guerra dazi pesa su borse, Milano tiene e guarda Governo

(Keystone-ATS) La guerra tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi affossa le borse europee fatta eccezione per quella di Milano che regge all’onda d’urto grazie ad un clima politico più disteso e l’arrivo un nuovo Governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle.

Con la crisi politica ormai risolta si è allentata anche la tensione sui titoli di stato con lo spread – differenziale di rendimento – tra il titolo di stato italiano Btp e l’equivalente tedesco Bund che ha chiuso in calo.

I listini europei hanno avviato la giornata all’insegna del cauto ottimismo ma l’annuncio degli Usa di imporre i dazi sull’importazione di acciaio e alluminio ha provocato nervosismo sui mercati. A risentire delle maggiori perdite sono stati i titoli dei settori finanziari e quelli dell’industria. La Borsa di Francoforte (-1,4%) è stata la peggiore, appesantita dalle perdite di Deutsche Bank (-6%) dopo che le autorità americane hanno designano la divisione statunitense dell’istituto di credito tedesco nella lista delle banche con forti debolezze.

Dopo il nervosismo iniziale, con il sali e scendi del listino principale di Piazza Affari e lo spread sulle montagne russe, la Borsa di Milano ha imboccato la strada di un prudente miglioramento concludendo la seduta in parità.

Ancora una volta a farne le spese sono state le banche, fatta eccezione per Mps che ha chiuso in rialzo del 7% a 2,68 euro. In netto miglioramento la situazione dei titoli di Stato con lo spread che ha chiuso in calo a 241 punti base ed il rendimento del decennale italiano che è sceso al 2,74%.

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