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L’uso dell’IA nei media deve diventare più trasparente

redazione
L’organizzazione indipendente di audit e ricerca WEMF ha sviluppato con il Responsible AI-Audit una nuova certificazione e un marchio di qualità aperto a tutti i media in Svizzera. KEYSTONE/Alessandro della Valle


L’intelligenza artificiale oggi può già imitare voci, scrivere articoli e generare immagini. Per i consumatori dei media ciò può rappresentare una sfida. In questo contesto, la scorsa settimana il settore svizzero dei media ha presentato un codice comune sull’IA. Il documento definisce regole per l’utilizzo dell’IA e mira a garantire la trasparenza.

L’intelligenza artificiale offre molte opportunità, afferma Pia Guggenbühl, direttrice di Schweizer Medien. Ma c’è un aspetto da non dimenticare. “La fiducia è il bene più prezioso dei media”, sottolinea Guggenbühl. Nel contesto dell’IA, questa fiducia assume ancora maggiore importanza.

Pia Guggenbühl è direttrice di Schweizer Medien, principale associazione degli editori della Svizzera tedesca, da febbraio 2025. In precedenza, è stata responsabile Public Affairs e comunicazione nonché membro della direzione di Scienceindustries, l’associazione economica delle industrie chimica, farmaceutica e delle scienze della vita.

Regole comuni attraverso il codice

Per questo diversi media svizzeri, associazioni ed editori hanno concordato regole comuni ed elaborato un codice per la gestione dell’IA. Al centro del codice vi è il principio che le aziende mediatiche debbano rendere trasparente come utilizzano l’IA.

Inoltre, dovrà essere indicato quando i sistemi di IA generano contenuti integralmente. Guggenbühl sottolinea che i collaboratori che utilizzano sistemi di IA o ne elaborano i risultati sono stati istruiti con cura nel loro utilizzo.

Punto di segnalazione IA per tutte le aziende mediatiche

Se in futuro un consumatore rileva una violazione del codice sull’IA, deve poterla segnalare. A tal fine, tutte le aziende mediatiche dovranno istituire punti di segnalazione interni sull’IA.

Inoltre, il settore intende creare un ufficio di mediazione indipendente sull’IA. Esso sarà competente per casi gravi o per cercare soluzioni di comune accordo. Tuttavia, questo organismo non potrà comminare sanzioni, motivo per cui il futuro organo appare in qualche misura privo di incisività.

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A questo proposito Pia Guggenbühl afferma che il codice riguarda l’autoregolamentazione e non la punizione. “Allo stesso tempo, le violazioni saranno pubblicate dall’ufficio di mediazione e ciò avrà naturalmente anche un certo effetto dissuasivo”, spiega la direttrice di Schweizer Medien.

“Il settore non vuole aspettare”

Nell’elaborazione del codice sull’IA, il settore dei media si è ispirato principalmente alla Convenzione quadro sull’intelligenza artificiale del Consiglio d’Europa. Anche il Consiglio federale intende ratificare presto questa convenzione, cosa che l’Associazione degli editori svizzeri accoglie con favore.

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“Il settore non vuole aspettare, ma intende muoversi in anticipo”, sottolinea Pia Guggenbühl. Il codice sull’IA non è un documento definitivo, ma potrà essere modificato o completato nei prossimi mesi e anni. Lo sviluppo dell’IA procede a ritmo rapidissimo, afferma Guggenbühl. Le condizioni quadro per il settore dei media sono in continua evoluzione.

La direttrice generale della SRG Susanne Wille afferma: “È fondamentale che la popolazione in Svizzera possa fare affidamento sui media elvetici. Con il codice sull’IA creiamo la base comune affinché l’uso dell’intelligenza artificiale rimanga trasparente e comprensibile.

Hanspeter Kellermüller, CEO di Keystone-ATS, spiega: “Il codice sull’IA si basa su quattro principi fondamentali: competenze degli utenti, tutela dei processi democratici, protezione dei dati e trasparenza. Tutto ciò crea fiducia nel mercato della comunicazione”. Inoltre, il codice introduce obblighi d’etichettatura vincolanti.

Link al codice di condotta sull’IA del settore mediatico svizzeroCollegamento esterno

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