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Investimenti: nel 2026 servirà cautela, ecco le dritte Raiffeisen

new york stock exchange
Keystone-SDA

Dopo un 2025 brillante per i mercati finanziari il nuovo anno si apre su toni più cauti: secondo Raiffeisen gli investitori dovranno affrontare un contesto più complesso, caratterizzato da crescita economica debole, tensioni geopolitiche e rendimenti reali negativi.

(Keystone-ATS) Le politiche protezionistiche degli Stati Uniti continuano a limitare il libero scambio, con ripercussioni sulla congiuntura mondiale e sull’inflazione, constata l’istituto nelle sue prospettive annuali presentate oggi. Mentre i governi tentano di compensare il rallentamento con stimoli fiscali – dalla spesa infrastrutturale tedesca ai potenziali trasferimenti diretti negli Usa – gli effetti concreti di tali misure tardano a manifestarsi. “Anche quest’anno la crescita globale resterà al di sotto del suo potenziale, soprattutto nel settore industriale”, riassume Matthias Geissbühler, capo investimenti di Raiffeisen, citato in un comunicato.

Il ciclo di riduzione dei tassi d’interesse appare sostanzialmente concluso. Negli Stati Uniti la Federal Reserve viene frenata dall’elevata inflazione; In Svizzera il contesto di tassi zero è consolidato e dovrebbe perdurare nel 2026. I rendimenti dei titoli di stato elvetici con durate brevi sono in territorio negativo già dall’estate: Raiffeisen mantiene quindi una sottoponderazione per le obbligazioni in franchi svizzeri. “Tenendo conto dell’inflazione, per i risparmiatori il tasso reale risulta negativo: chi vuole aumentare il proprio patrimonio sul lungo periodo deve continuare a investire nei mercati finanziari”, consiglia l’esperto.

In questo contesto l’istituto privilegia gli investimenti in beni reali: azioni, oro e immobili. Dopo tre anni di forti rialzi le valutazioni azionarie risultano però spesso elevate: per questo la banca svizzera raccomanda una selezione mirata, con focus su titoli solidi e ad alto dividendo. Il mercato elvetico si conferma peraltro attraente, con un rendimento medio dei dividendi nelle società comprese nello Swiss Performance Index (SPI) del 3% e prospettive di distribuzione record. Il comparto sanitario, favorito da trend demografici e valutazioni ancora ragionevoli, spicca tra i più promettenti.

Raiffeisen consiglia inoltre di mantenere una quota del portafoglio in oro (circa 7%) e in fondi immobiliari svizzeri (circa 6,5%), beneficiando così del contesto di tassi bassi e della domanda sostenuta. L’oro, in particolare, potrebbe ulteriormente apprezzarsi grazie all’aumento del debito globale, al dollaro debole e alle incertezze geopolitiche.

Dopo i guadagni eccezionali degli ultimi anni – con l’indice MSCI World in crescita del 53% dal 2023 – Raiffeisen invita alla prudenza. Gli investitori devono evitare il cosiddetto recency bias, ossia l’illusione che le performance passate si ripetano indefinitamente. “Un rendimento annuo del 15% non è un’ipotesi realistica per il futuro”, mette in guardia Geissbühler. “Dall’inizio del millennio, le azioni hanno fruttato un rendimento annualizzato del 5% circa: questo è un ordine di grandezza più realistico per il 2026”, aggiunge. “Rimane importante un’ampia diversificazione”, conclude.

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