Iran, Usa pongano fine a richieste eccessive
"Gli Stati Uniti pongano fine alle loro richieste eccessive e alle loro aggressioni illegali, per far progredire il processo diplomatico". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi parlando al telefono con l'omologo turco Hakan Fidan ieri sera.
(Keystone-ATS) “La recente escalation delle tensioni da parte degli Stati Uniti nel Golfo Persico e la violazione del cessate il fuoco hanno accresciuto i sospetti sulla serietà di Washington nel percorso diplomatico”, ha aggiunto. Secondo l’agenzia di stampa IRNA, Fidan ha ribadito il sostegno del suo Paese al proseguimento degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.
Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha avvertito invece il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che “le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche che si estenderebbero ben oltre la regione e minaccerebbero la pace e la sicurezza internazionali”.
Frattanto, Washington ha rivisto la bozza della sua risoluzione all’ONU che chiede all’Iran di interrompere gli attacchi e la posa di mine nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, questa nuova versione sarebbe insufficiente a scongiurare il diritto di veto di Cina e Russia, membri permanenti del Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro.
Una bocciatura formale di Pechino, in particolare, sarebbe di imbarazzo in vista della visita della prossima settimana del tycoon in Cina, dal presidente Xi Jinping, con la guerra all’Iran ancora irrisolta e destinata a essere tra i temi principali in agenda.
La bozza aggiornata, hanno riferito i media Usa, ha eliminato la clausola che invoca il Capitolo VII della Carta dell’Onu, che consente al Consiglio d’imporre misure che vanno dalle sanzioni all’azione militare, mantenendo però il linguaggio duro contro Teheran. Malgrado il testo non autorizzi esplicitamente l’uso della forza, non lo esclude e “riafferma il diritto degli Stati membri dell’Onu di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano diritti e libertà di navigazione”.
Una precedente risoluzione, sostenuta dagli Stati Uniti, che sembrava aprire la strada alla legittimazione di un’azione militare americana contro l’Iran, è fallita ad aprile dopo che Russia e Cina hanno esercitato il diritto di veto.