La popolazione straniera in Svizzera salita al 19,3 per cento

L'aumento del numero di stranieri è dovuto alla ripresa congiunturale e al drastico calo della disoccupazione Keystone

La proporzione di stranieri in Svizzera rispetto alla popolazione globale è leggermente salita da un anno all'altro dal 19,1 al 19,3 per cento: il fenomeno è da ricondurre in parte al rilancio econonomico e all'accresciuto fabbisogno di mano d'opera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 giugno 2000 - 12:18

Nello scorso aprile gli stranieri residenti in modo permanente nella Confederazione - senza tener conto cioè di stagionali, «asilanti», funzionari internazionali e beneficiari di permessi di breve durata - erano in totale 1 376 527, l'1,5 per cento in più rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il 75 per cento era in possesso di un permesso di domicilio ed il 25 per cento di un permesso di dimora annuale.

I nuovi arrivi sull'arco di un anno - indica un comunicato dell'Ufficio federale degli stranieri - sono stati 85 324, imputabili nella misura del 30 per cento al ricongiungimento famigliare. In forte crescita è segnalato l'afflusso di bosniaci ( 23,4 per cento), mentre in calo (-2 per cento) quello degli italiani.

Gli italiani (325 821 persone) costituiscono comunque sempre la colonia più numerosa (23,7 per cento degli stranieri), seguiti dagli jugoslavi (189 535 pari al 13,8 per cento). Se si considerano i lavoratori jugoslavi e quelli provenienti da repubbliche ex jugoslave come un'unica entità, il primo posto spetta invece a loro: 333 680 persone, pari al 24,2 per cento. In leggera flessione la percentuale di lavoratori europei (Unione europea più Norvegia, Islanda e Liechtenstein), che si è fissata al 58,3 per cento.

Gli stranieri che esercitano un'attività lavorativa erano in aprile 876 709 ( 2,5 per cento), di cui 706 784 titolari di un permesso di domicilio o di dimora, 22 354 stagionali e 147 571 frontalieri. Il numero degli stranieri attivi professionalmente era in calo dal 1991 a causa della sopraggiunta recessione. Si osserva ora il fenomeno opposto, dovuto alla ripresa congiunturale e al drastico calo della disoccupazione.

swissinfo e agenzie

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