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La Svezia va al voto, testa a testa con l’incognita ultradestra

Keystone-SDA

Stando agli ultimi sondaggi, il primo ministro Ulf Kristersson ha sempre più motivi di essere ottimista di riuscire a ottenere un secondo mandato alla guida della Svezia.

(Keystone-ATS) Nel corso dell’ultima settimana si è infatti notevolmente ridotto il distacco con il centro-sinistra, arrivando di fatto a un testa a testa nelle previsioni.

E se dovesse riuscire a ottenere una maggioranza, la coalizione di centro-destra includerà per la prima volta anche il partito della destra nazionalista, i Democratici Svedesi (Sd), che finora hanno dato al governo uscente il loro appoggio esterno, ottenendo comunque molta influenza sul programma dell’esecutivo.

Ora, grazie ad un accordo tra il loro leader Jimmie Akesson e il premier potrebbero formare un governo insieme: “Non c’è nulla di drammatico in questo. È sotto gli occhi di tutti che collaboriamo con successo da quattro anni”, ha detto Kristersson, che intende “rendere di nuovo grande la Svezia”, con un chiaro riferimento allo slogan Maga di Donald Trump.

Entrati per la prima volta in parlamento nel 2010 con il 5% dei voti, i nazionalisti di Sd sono arrivati ad essere il secondo partito, grazie al 20,5% ottenuto alle scorse elezioni del 2022. “Da quando sono entrati in parlamento sono cresciuti ad ogni tornata elettorale, sono gli unici in Europa ad essere riusciti a fare una scalata così”, ha dichiarato all’agenzia ANSA Patrik Öhberg, professore associato di scienze politiche presso l’università di Goteborg.

“Il loro successo si basa fortemente sulla divergenza di opinioni sui richiedenti asilo, tema su cui il resto dei partiti politici ha adottato una politica più aperta, mentre i cittadini hanno mantenuto più scetticismo” ha sottolineato Ohberg. Ora c’è una forte consapevolezza politica, da entrambi gli schieramenti, che il numero di richiedenti asilo che la Svezia può accogliere debba essere più ristretto: “Anche i socialdemocratici sostengono che la Svezia debba tornare com’era prima e come è sempre stata. Quindi utilizzano pressoché la stessa retorica”, ha aggiunto il docente.

Ma il risultato del voto resta incerto: si giocherà per una manciata di voti, con solo il 3,8% di scarto tra i due blocchi, con il centro-sinistra in lievissimo vantaggio, stando ai sondaggi pubblicati dalla testata svedese Omni.

Se dovesse vincere il centro-sinistra, sarebbe l’ex premier e leader dei Socialdemocratici Magdalena Andersson a formare un governo con i Verdi e il partito di Centro, e chiedendo l’appoggio esterno alla sinistra, che però a sua volta chiede di entrare nel governo scontrandosi con la volontà dei centristi e complicando così la formazione di un eventuale esecutivo.

Oltre 3 milioni di svedesi hanno approfittato dell’opzione del pre-voto per esprimere le loro preferenze per il rinnovo del parlamento e dei consigli regionali e comunali di tutto il Paese, stando ai dati pubblicati dalle autorità.

Domenica le urne chiuderanno alle 20.00, quando si prevede il primo exit poll per poi arrivare a un risultato più certo in nottata. Dopodiché sarà il presidente del parlamento a convocare il leader del partito dello schieramento vincente per avviare le consultazioni e formare un nuovo governo.

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