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Libano: trema il castello conteso da 900 anni, allarme Unesco

Keystone-SDA

Chi controlla il castello di Beaufort controlla il Libano meridionale e il nord di Israele, ed è così da secoli. Valeva ai tempi dei Crociati, del Saladino e degli Ottomani, fino all'Olp di Arafat negli anni Ottanta del '900.

(Keystone-ATS) E vale così anche oggi, che la guerra è tornata a straziare il sud del paese dei Cedri. Così la maestosa rocca del 1139, costruita a 700 metri di quota sopra il fiume Litani, è diventata di nuovo un bersaglio.

Secondo il ministero della cultura di Beirut è stato “colpito direttamente”, mentre attorno alla fortezza sono state avvistate colonne di fumo nero. Scenario abituale: solo che ieri le causavano le catapulte, oggi l’artiglieria dell’Idf. L’emergenza è anche culturale, perché il ‘Castello dell’Alta Roccia’ – Qalat al-Shaqif in arabo – è dal 2024 nella Lista di protezione rafforzata per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, ha ricordato l’Unesco, l’agenzia delle Nazioni Unite che fa da scudo al patrimonio, e quindi gode “del massimo livello di protezione legale contro attacchi e utilizzo ai fini militari”.

È una parola: basta affacciarsi dai suoi bastioni per dominare tutta la regione fino alla Siria. E la guerra, quando si fa “boots on the ground”, segue sempre le stesse logiche. In Israele qualcuno lo chiama ancora “il mostro della montagna”: nomignolo antico. Negli anni ’70 l’Olp aveva trasformato Beaufort nel punto di tiro privilegiato verso Israele. Nel giugno dell’82 le forze scelte dell’Idf scalarono la montagna e vinsero di trincea in trincea l’accanita resistenza degli avversari. Il castello alla fine fu preso, con non poche perdite umane e da allora divenne un munitissimo avamposto israeliano. Un simbolo, anche.

Lo abbandonarono solo nel 2000, dopo averlo minato con tonnellate di esplosivo per non lasciarlo nelle mani di Hezbollah. Tra il 2002 e il 2015 Beirut ha persino provato a restaurare la rocca, “una delle fortezze dell’epoca delle Crociate meglio conservate nel Vicino Oriente, un notevole archetipo dell’architettura militare medievale” ricorda oggi il giornale libanese L’Orient-Le Jour.

Ma oggi questi sforzi potrebbero essere resi vani dall’ennesima guerra: “Nel contesto del recente aggravamento delle ostilità in Libano – ha fatto sapere l’Unesco – siamo profondamente allarmati dai danni accertati che hanno colpito la Cittadella di Chama e dagli attacchi segnalati nelle immediate vicinanze di Beaufort. I danni a tali istituzioni privano le comunità dell’accesso alla cultura e agli spazi condivisi, essenziali per la ripresa e la coesione sociale”. Un danno, futuro, anche per il turismo. Su TripAdvisor le ultime recensioni di Beaufort sono del 2021. Oggi vicino alle foto mozzafiato della fortezza si legge una breve indicazione, tristemente destinata a durare: “Al momento si consiglia di evitare tutti i viaggi non essenziali in quest’area”.

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