Libano: Hezbollah sfida Israele
(Keystone-ATS) L’Hezbollah libanese lancia una sfida a Israele che rischia di fare innalzare la tensione ai massimi livelli dopo la guerra del 2006. Il leader del movimento sciita filo-iraniano, il Seyyed Hassan Nasrallah, ha affermato questa sera che il drone penetrato il 6 ottobre nello spazio aereo israeliano e abbattuto dall’aviazione dello Stato ebraico apparteneva alle sue milizie ed era stato assemblato in Libano con componenti fornite dall’Iran.
In un discorso diffuso dalla televisione Al Manar di Hezbollah, Nasrallah ha aggiunto due elementi che sembrano destinati ad alimentare ulteriormente le preoccupazioni per le possibili ripercussioni future: il primo è che il velivolo senza pilota è stato abbattuto vicino al reattore nucleare di Dimona, dopo avere “sorvolato installazioni sensibili nella Palestina meridionale”, cioè nello stesso Israele, dopo aver “sorvolato il mare per centinaia di chilometri”; il secondo che “questo volo non sarà l’unico”, perchè Hezbollah si riserva “il diritto di inviare droni di ricognizione quando vuole”.
Nell’annunciarne l’abbattimento, Israele aveva detto che esso aveva sorvolato il suo territorio per quasi mezz’ora, dopo affiancato da due caccia F-16, che poi lo avevano abbattuto a sud del Monte Hebron. Ma non aveva fatto alcun riferimento alla centrale di Dimona. Israele, peraltro, aveva già dato notizia dell’abbattimento di due droni di Hezbollah poco dopo la fine della guerra di sei anni fa. Il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva affermato che lo Stato ebraico avrebbe continuato “a difendere i suoi confini sul mare, in terra e in cielo per difendere i cittadini di Israele”. “Esamineremo più tardi una nostra risposta”, aveva detto da parte sua il ministro della Difesa Ehud Barak.
Dopo l’incidente, e quando la provenienza del velivolo non era ancora stata dichiarata, diversi osservatori hanno avanzato l’ipotesi che si fosse trattato di una mossa di Hezbollah – e del suo grande sponsor, l’Iran – per saggiare le difese di Israele in vista di un possibile scontro militare se dovessero concretizzarsi le ipotesi di un attacco israeliano alle installazioni nucleari della Repubblica islamica. Teheran ha insistentemente avvertito che in tal caso la sua risposta sarebbe distruttiva. E tutto lascia prevedere che essa comporterebbe anche attacchi da parte delle milizie Hezbollah.
Due giorni dopo l’abbattimento del drone, del resto, era stato proprio un esponente dei Pasdaran iraniani ad affermare che l’episodio dimostrava quanto fossero deboli le difese israeliane e quindi quanto potrebbero essere violate nell’ambito di uno scontro con l’Iran. L’episodio “dimostra l’inefficienza dell’Iron Dome e dello scudo difensivo del regime sionista”, aveva affermato il vice coordinatore dei Guardiani della rivoluzione, Jamaleddin Aberoumand, riferendosi allo scudo anti-missile di Israele.
Nasrallah ha affermato che l’operazione è stata “una pietra miliare nella storia della resistenza in Libano e nella regione” e ha spiegato che il drone ha sorvolato il Mar Mediterraneo per “centinaia di chilometri prima di penetrare lo spazio aereo del nemico”. “La resistenza – ha aggiunto il capo dell’Hezbollah, usando un termine comune per indicare la sua organizzazione – ha l’abilità di nascondere le sue capacità e inviare messaggi al momento opportuno. Questa capacità è solo una parte delle sorprese di ogni guerra futura”.