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Quando i criminali dal colletto bianco cercano di imbavagliare la stampa

Prima di essere assassinata il 17 ottobre 2017, la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia aveva subito numerose pressioni a livello legale che volevano metterla a tacere. Afp
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In Svizzera, come nel resto d'Europa e negli Stati Uniti, sono in aumento la pressione e i tentativi di censura nei confronti di media con mezzi economici limitati. Una trentina organizzazioni non governative mette in guardia contro questi attacchi giudiziari che minacciano la libertà di espressione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 aprile 2021 - 12:30

È stata la causa giudiziaria di troppo per Marie Maurisse e François Pilet. Alla fine di gennaio, i due fondatori di Gotham City, una newsletter specializzata in crimini economici con sede nel Canton Vaud, si sono ritrovati in tribunale per la quinta volta in meno di dodici mesi. La loro colpa? Aver voluto riportare la condanna di un gestore patrimoniale di Ginevra che aveva nascosto i fondi di un ricco "filantropo" straniero.

L'identità del condannato non è stata divulgata, in base a regole svizzere molto restrittive sulla pubblicazione dei nomi. Ma il giudice ha ritenuto che ci fosse il rischio che il colpevole potesse essere identificato leggendo l'articolo e quindi ne ha vietato la pubblicazione. "Questo è un attacco molto grave alla libertà di stampa, un vero atto di censura", denuncia Marie Maurisse.

I due giornalisti investigativi sono convinti di avere ragione, ma devono rassegnarsi. "Avevamo già pagato 3'000 franchi svizzeri di spese legali e non avevamo più né il denaro né l'energia per fare ricorso. Così abbiamo deciso di non pubblicare l'informazione", spiega Maurisse.

"Effetto dissuasivo"

Bertil Cottier, professore di diritto dei media all'Università della Svizzera italiana, osserva un aumento dei tentativi di intimidazione giudiziaria nei confronti dei media in Svizzera. "Anche se alla fine il giornalista vince la causa, tutti questi procedimenti giudiziari sono sfibranti e dissuasivi. È quello che noi chiamiamo 'chilling effect', una pressione giudiziaria volta a scoraggiare il giornalista dallo svolgere il suo ruolo di guardiano della società".

La lotta tra ricchi uomini d'affari che possono assumere i migliori avvocati del settore e i media, che sono sempre più fragili economicamente, sta diventando progressivamente più impari", rileva Cottier. "Giornali locali o nuovi media indipendenti come Gotham City, Bon pour la Tête o Republik non possono permettersi di pagare diverse migliaia di franchi in risarcimenti. Ma sono proprio questi piccoli media a contribuire al pluralismo e alla diversità della stampa", afferma.

Fondatori della newsletter di vigilanza giudiziaria Gotham City, Marie Maurisse e François Pilet sono regolarmente oggetto di attacchi legali da parte di uomini d'affari che vogliono evitare a ogni costo che il loro nome sia reso pubblico. swissinfo.ch
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Negli altri quattro recenti procedimenti giudiziari che ha dovuto affrontare, Gotham City è stata oggetto delle cosiddette misure "superprovvisionali". Queste permettono al giudice di vietare la pubblicazione di un articolo, spesso senza consultare i giornalisti, quando sussiste un comprovato rischio di una lesione "imminente" all'onore del richiedente. "È uno strumento molto potente, di solito riservato ai casi urgenti. Ma ora viene usato in modo totalmente abusivo", ritiene François Pilet.

Uno strumento di censura

Anche se i tribunali hanno riconosciuto l'interesse pubblico delle informazioni e alla fine hanno autorizzato le pubblicazioni, questi procedimenti hanno lasciato il segno. In due casi, i querelanti non hanno pagato le spese legali della parte che ha vinto la causa. "In totale, nel 2020, abbiamo dovuto pagare quasi 20'000 franchi di spese legali. Questo è circa l'equivalente di un mese di stipendio versato alla nostra squadra di giornalisti", sottolinea Maurisse.

Nonostante la loro determinazione a denunciare la corruzione, l'appropriazione indebita e il riciclaggio di denaro, i fondatori di Gotham City sono diventati più cauti. "Non possiamo batterci ogni volta. Quando sappiamo che ci metteremo nei guai, a volte lasciamo perdere. È un'autocensura", dice sconsolata Marie Maurisse.

"La giurisprudenza deve evolvere, soprattutto per quanto riguarda gli atti di censura preventiva."

Denis Masmejan, Reporter senza frontiere

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Questo fenomeno non esiste solo in Svizzera. Negli Stati Uniti, i giornalisti sono sempre più spesso bersaglio di azioni legali SLAPP (Strategic lawsuit against public participation), degli strumenti che permettono di portare in tribunale le persone che partecipano al dibattito pubblico. Un modo di fare pressione su giornalisti, accademici e membri di organizzazioni non governative che si è diffuso rapidamente in Europa e nelle democrazie liberali.

A fine marzo, Reporter senza frontiere (RSF) e una trentina di altre organizzazioni non governative hanno lanciato una piattaforma con l'obiettivo di "denunciare e combattere l'uso di procedimenti legali per intimidire e mettere a tacere" le voci critiche a livello europeo. Il 18 maggio, l'organizzazione per la libertà di stampa assegnerà dei premi della vergogna alle imprese e ai personaggi politici che hanno presentato il maggior numero di denunce nei confronti di giornalisti.

Sensibilizzare i giudici alla libertà di stampa

Uno degli eventi all'origine dell'iniziativa è stato l'omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia nell'ottobre 2017. La donna stava indagando su casi di corruzione. "Prima di essere assassinata, Daphne Caruana Galizia è stata al centro di circa 50 procedimenti giudiziari. Ha trascorso parecchio tempo in tribunale, con l'effetto inibitorio che possiamo bene immaginare sul suo lavoro investigativo", spiega Denis Masmejan, segretario generale di RSF Svizzera.

Anche se un caso simile non si è ancora verificato in Svizzera, Denis Masmejan ritiene che sia necessario sensibilizzare l'intero sistema giudiziario svizzero. "La giurisprudenza deve evolvere, soprattutto per quanto riguarda gli atti di censura preventiva. I giudici devono applicare la legge in modo favorevole ai giornalisti e rispettoso della libertà di stampa", afferma.

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Adottate dalle camere federali nel 1984, le misure cautelari e superprovvisionali prevedono esplicitamente condizioni di applicazione più rigide per i media, perché colpiscono al cuore la libertà di stampa. Ma hanno spesso dato luogo a tensioni tra il mondo politico, giudiziario e mediatico, rammenta Bertil Cottier. "Lo abbiamo visto anche nel 2019, quando diversi consiglieri di Stato (ministri cantonali) francofoni [Pascal Broulis, Christophe Darbellay, Jacqueline de Quattro e Pierre Maudet] hanno cercato di impedire la pubblicazione di articoli o libri che li mettevano in discussione".

Spese legali pagate in anticipo

Una soluzione, agli occhi dei fondatori di Gotham City, sarebbe una modifica della legge e l'introduzione di garanzie (finanziarie) quando vengono richieste le misure superprovvisorie, come avviene per altri procedimenti giudiziari. "Questo assicurerebbe che i querelanti, che sono spesso dei ricchi uomini d'affari residenti all'estero, siano costretti a pagare le spese legali dei media attaccati ingiustamente", afferma Pilet.

Trovandosi di fronte alla necessità di trovare fondi per coprire le spese legali e assicurare il futuro del loro progetto agli albori, François Pilet e Marie Maurisse hanno contattato un'associazione che potrebbe fornire loro un sostegno finanziario. I due giornalisti hanno infatti l'intenzione di continuare a far luce sulle verità a cui i ricchi imputati vorrebbero tanto sottrarsi.

Un lavoro al centro degli scandali della piazza finanziaria svizzera

La Svizzera è al centro delle indagini giudiziarie concernenti i tre più grandi casi di appropriazione indebita di fondi pubblici del mondo - Petrobras (Brasile), 1MDB (Malesia) e Venezuela - venuti alla luce negli ultimi anni.

"Con la fine del segreto bancario per i contribuenti europei, molte banche hanno spostato la loro attenzione sui mercati emergenti, esponendosi a rischi molto alti in materia di corruzione, appropriazione indebita e riciclaggio di denaro", dice François Pilet, cofondatore di Gotham CityLink esterno.

Nel settembre 2020, Gotham City ha causato un tumulto in Angola quando ha rivelato il sequestro di 900 milioni di dollari appartenenti a un uomo d'affari vicino al governo dell'ex presidente José Eduardo dos Santos.

Quasi ogni settimana, la Svizzera riceve richieste di assistenza giudiziaria da Paesi in via di sviluppo. È in queste fonti pubbliche di dati che Gotham City conduce le sue ricerche. Le informazioni sono poi presentate in articoli inviati agli abbonati della pubblicazione, che includono banche, studi legali, ONG, media, così come istituzioni giudiziarie e dipartimenti federali.

Grazie a un partenariato, SWI swissinfo.ch pubblica ogni mese un articolo di Gotham City di particolare interesse per un pubblico internazionale.

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