The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Manifestazioni contro guerra in Ucraina in diverse città svizzere

La manifestazione a Zurigo contro la guerra in Ucraina ha riunito circa 40'000 persone. KEYSTONE/MICHAEL BUHOLZER sda-ats

(Keystone-ATS) Diverse migliaia di persone sono scese in piazza oggi in Svizzera per esprimere la loro opposizione alla guerra in Ucraina. Manifestazioni sono state organizzate a Zurigo, dove si è avuto il maggior numero di partecipanti, Berna, San Gallo e Ginevra.

Nella città sulla Limmat con il motto “Pace ora” hanno partecipato alla dimostrazione circa circa 40’000 persone di tutte le età, comprese famiglie con bambini.

Riunitesi al Platzspitz vicino al Museo nazionale svizzero (Landesmuseum) hanno sfilato fino alla piazza della Sechseläuten. Molti portavano cartelli con scritto “Stop Putin” o bandiere ucraine. Si potevano anche vedere delle colombe della pace fatte in casa. Un bambino teneva un cartello sul quale si poteva leggere “Per favore niente guerra signor presidente, piuttosto dolci e palloncini”.

L’appello alla manifestazione autorizzata e svoltasi senza incidenti, è stato lanciato, tra gli altri, da sindacati, PS e Verdi. I manifestanti hanno chiesto la cessazione delle ostilità, negoziati per una soluzione politica e misure per il disarmo e il controllo delle armi. Hanno anche sollecitato controlli efficaci sul commercio di materie prime, molte delle quali passano attraverso la Svizzera. Solo così si può arrivare a fare in modo che la guerra non venga finanziata da qui.

Vania Alleva, presidente del sindacato Unia, ha detto che quella di Putin è una guerra criminale di aggressione che non può essere giustificata da nulla. Ha chiesto che i rifugiati di guerra siano accolti in Svizzera senza riserve.

L’autore russo Mikhail Shishkin, che vive a Zurigo, ha sottolineato che “la Russia non è Putin”. Secondo lui il capo del Cremlino detesta gli ucraini perché hanno scelto la via della democrazia. Ma ha anche detto che il presidente avrebbe potuto essere fermato, per esempio boicottando i giochi olimpici di Sochi.

Mattea Meyer, copresidente del PS, ha chiesto di chiudere ora il rubinetto dei soldi di Putin. Il consigliere nazionale Balthasar Glättli (Verdi) ha sottolineato che “finché continuiamo a comprare materie prime dalla Russia, non abbiamo fatto tutto il possibile per fermare questa guerra”.

La grande manifestazione ha causato perturbamenti del traffico, soprattutto tra la stazione centrale e il Bellevue, ma anche sulle strade di accesso al centro della città. La polizia ha raccomandato di evitare di recarsi in questa zona.

Manifestazioni anche a Berna, Ginevra e San Gallo

Più contenuto è stato il numero dei partecipanti alle manifestazioni svoltesi nel pomeriggio a Berna Ginevra e San Gallo.

Nella città federale, con il motto “Fermate la guerra di Putin ora, domani sarà troppo tardi!”, circa 1000 persone si sono riunite nella piazza davanti al palazzo del parlamento. L’azione è stata organizzata dall'”Associazione Ucraina” e i manifestanti hanno teso una lunga bandiera ucraina attraverso Piazza Federale.

In un discorso, l’ambasciatore ucraino in Svizzera ha espresso la sua gratitudine per l’ampio sostegno. “L’Ucraina non è sola”. Tutti devono lavorare insieme per riportare la pace, ha detto. “Non vogliamo questa guerra”.

Sul piccolo palco hanno preso la parola anche gli ambasciatori di Polonia e Georgia. L’ambasciatrice della Polonia ha assicurato il suo sostegno alla comunità ucraina in Svizzera. Anche la Polonia è stata già dipende dall’aiuto di altri stati, tra cui la Svizzera, ha detto. “Il momento della solidarietà è adesso”. L’ambasciatore georgiano ha aggiunto: “Siamo tutti ucraini”.

A Ginevra una manifestazione organizzata dal Comitato di solidarietà con il popolo ucraino e dagli oppositori russi alla guerra ha riunito 3500 persone. Nella folla, bandiere ucraine, ma anche palloncini gialli e blu, cartelli e vestiti con i colori dell’Ucraina.

Diversi i discorsi tenuti in francese, inglese e ucraino. Membri della diaspora ucraina hanno ricordato l’orrore del conflitto con il suo flusso di rifugiati sia in Ucraina che in altri paesi.

Da parte sua la sindaca della città di Ginevra Frédérique Perler (Verdi) ha sottolineato che da “Da dieci giorni la situazione è inconcepibile e intollerabile, nel cuore dell’Europa e nel 2022” e ha chiesto il rispetto del diritto internazionale umanitario e delle convenzioni di Ginevra.

A San Gallo i manifestanti erano circa 1500: con striscioni e molte bandiere giallo e blu, hanno sfilato in modo pacifico dal monumento a Vadian, nella piazza del mercato, attraverso il centro.

“Stop Putin”, “Libertà”, “Pace per l’Ucraina” o “Rifugiati benvenuti” erano alcune delle scritte riportate sugli striscioni. Tra i partecipanti alla dimostrazione vi erano anche giovani famiglie con bambini. L’appello a manifestare era stato lanciato da diversi partiti, organizzazioni e privati.

Volevano “dare un segnale contro le atrocità e mostrare la solidarietà dei sangallesi alle persone in Ucraina e nei paesi vicini”, come ha scritto il PS della città di San Gallo. La polizia ha accompagnato la manifestazione pacifica.

L’oratrice Iryna Wetzel dell’Associazione Ucraina della Svizzera ha lanciato un appello al presidente russo Vladimir Putin: “Fermi immediatamente la follia della guerra!”. Gli ucraini – ha aggiunto – volevano pace, libertà, giustizia e autodeterminazione. Wetzel ha ricevuto un grande applauso per le sue parole.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR