Marocco: ennesimo brutale omicidio donna, Paese sotto choc
(Keystone-ATS) Torturata, violentata e uccisa in mezzo alla strada nella medina di Rabat.
Un caso di barbarie filmato e diffuso via Whatsapp lascia sotto choc la società civile marocchina che si ritrova a seguire un altro processo, a poca distanza dalla sentenza a morte per gli assassini delle due turiste scandinave uccise e decapitate a Imlil, alle pendici del monte Toubkal. Una sequenza di violenze che colpisce le donne e che porta la società a chiedere le dimissioni della ministra della solidarietà, della donna e della famiglia, Massima Hakkaoui. La petizione è arrivata sul tavolo del capo di governo.
L’ultimo caso è quello di Hanane, 34 anni, di Rabat, violentata, torturata e lasciata morire in un vicolo della medina di Rabat, nel quartiere della mellah, la zona ebraica. I fatti risalgono a giugno, ma il video raccapricciante delle torture inflitte alla donna è stato diffuso in rete in questi ultimi giorni. Nel video compare l’aguzzino, un cinquantenne che ora rischia la pena di morte. È accusato di omicidio volontario oltre che di violenza e tortura ed è stato assicurato alla giustizia, insieme ad altri otto complici, implicati per reati che vanno dall’omesso soccorso alla diffusione di immagini che riprendono delitti, all’attentato al pudore con violenza e all’uso di psicotropi e sostanze alcoliche.