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Merz stila bilancio positivo su suo anno di presidenza

(Keystone-ATS) BERNA – Hans-Rudolf Merz stila un bilancio positivo sul suo anno quale presidente della Confederazione. Il Consigliere federale assicura di non aver “improvvisato niente” nella sua gestione dei dossier. A suo parere inoltre i cittadini svizzeri trattenuti in Libia sarebbero stati liberati se non fossero state pubblicate le fotografie di Hannibal Gheddafi scattate dalla polizia ginevrina al momento dell’arresto.
Dopo l’accordo siglato con la Libia quest’estate “ero certo che saremmo riusciti a far liberare i due uomini d’affari elvetici”, spiega Merz in un’intervista al quotidiano romando “Le Temps”. “Tutto era pronto per il loro ritorno”, insiste su “Le Matin”.
“C’è stata in seguito la pubblicazione (sulla “Tribune de Genève”, ndr) delle fotografie di Hannibal Gheddafi” e il leader libico “ha considerato questa ulteriore umiliazione della sua famiglia incredibile, e me lo ha detto”, aggiunge Merz sul quotidiano gratuito svizzerotedesco “20 Minuten”. I due capi di Stato si erano incontrati a New York nel settembre scorso, in margine all’Assemblea generale dell’ONU.
Del resto “(…) lo rifarei!”, afferma il presidente della Confederazione su “Le Matin”. “Il mio modo di comunicare non è sempre stato buono, e lo correggerò”, ha tuttavia ammesso.
“Posso dirvi che non ho portato avanti il dossier (libico, ndr) in maniera naif”, si difende ancora Merz. Lo stesso poi contrattacca dichiarando che il suo percorso di uomo d’affari l’ha portato a frequentare i paesi arabi: “ritengo di conoscere meglio la loro cultura e religione di molti di coloro che mi criticano”.
Il presidente della Confederazione ripercorre gli eventi e in particolare il suo viaggio a sorpresa a Tripoli dell’estate scorsa: “È vero che nel susseguirsi delle chiamate che ho ricevuto dalle autorità libiche, non ho avuto tempo di sottoporre formalmente al Consiglio federale il progetto di accordo che ho firmato il 20 agosto. Ma era stato preparato con cura dal Dipartimento federale degli affari esteri (…). Inoltre ho prestato particolare attenzione a non implicare oltre misura il mio paese.
“Abbiamo rifiutato alcune richieste libiche, quali le sanzioni contro i poliziotti ginevrini oppure il versamento di un’indennità di 20 milioni di euro”, insiste sulle colonne di “Le Temps”.
A sei settimane dalla fine dell’anno di presidenza “ricco di sorprese”, stando a quanto afferma sempre su “Le Temps”, Merz dice di sentirsi in piena forma e di non pensare di ritirarsi: “Non vedo motivo di parlare della mia pensione”, afferma su “Le Matin”. Il suo grave problema cardiaco di un anno fa non gli ha lasciato postumi, spiega.
“Sono fiero del mio anno di presidenza” insiste e, fra i risultati conseguiti, cita lo stralcio della Svizzera dalla “lista grigia” dei paradisi fiscali stilata dall’Ocse e le soluzioni trovate con gli Stati Uniti nella vicenda Ubs.
Queste dichiarazioni del presidente della Confederazione intervengono a qualche giorno dalla pubblicazione di un sondaggio sul settimanale “L’illustré” dal quale emerge che quasi il 60% degli Svizzeri è insoddisfatto del governo. Merz raccoglie il 41% di pareri favorevoli contro il 79% di contrari.

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