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Metoo, Spacey a processo in Gb per rispondere di nuove accuse

Kevin Spacey (al centro della foto) KEYSTONE/FR171758 AP/YUKI IWAMURA sda-ats

(Keystone-ATS) Continua, a cavallo tra Usa e Regno Unito, la saga del sospetto coinvolgimento del 63enne attore e regista americano Kevin Spacey in episodi di presunte molestie omosessuali denunciate a diversi anni di distanza dai fatti evocati sulla scia delle campagne MeToo#.

Spacey, due volte premio Oscar in carriera, è comparso oggi in videoconferenza da un’ignota località del Medio Oriente – come precisato dal suo avvocato Patrick Gibbs – di fronte a un giudice di Londra per affrontare nuove accuse emerse nei suoi confronti di recente nel Regno, dopo quelle analoghe per le quali si era dichiarato innocente mesi fa sempre dinanzi alla giustizia britannica.

La star di Hollywood, in giacca e cravatta, si è limitato a declinare la proprie generalità nell’ambito di quella che è stata una breve udienza preliminare per la formulazione degli ulteriori capi d’imputazione, vagliati dalla polizia sulla base delle ultime denunce risalenti ai primi anni 2000: quando Spacey era di casa nel celebre teatro Old Vic di Londra, di cui poi divenne direttore.

Il giudice ha quindi fissato la prossima seduta per il 13 gennaio. Le accuse di questo filone d’indagine nascono dalle dichiarazioni di un uomo, all’epoca molto giovane, su asserire “aggressioni sessuali” e rapporti forzati “non consenzienti” imputati al protagonista di “American Beauty” e de “I Soliti Sospetti” fra il 2001 e il 2004.

Kevin Spacey è al centro di contestazioni del medesimo tenore pure in patria, dove tuttavia è stato giudicato non colpevole a ottobre da un tribunale civile di New York almeno rispetto all’accusa dell’attore Anthony Rapp su un preteso abuso di 36 anni or sono.

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