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Michel, valutare possibilità fondo sovrano Ue

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. KEYSTONE/EPA/OLIVIER HOSLET sda-ats

(Keystone-ATS) Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel propone “di esaminare la possibilità di un Fondo sovrano dell’Ue per investimenti azionari in progetti nuovi e strategicamente importanti nei settori dell’energia verde, della tecnologia digitale e della difesa”.

Lo scrive, riprendendo “le idee espresse dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e del commissario Thierry Breton”, in un editoriale su Politico. In risposta alla legge sui sussidi Usa serve più flessibilità sugli aiuti di Stato Ue, ma non regole su misura: “sarebbe letale per il nostro mercato unico”.

Secondo Michel, la Banca europea per gli investimenti sarebbe “la spina dorsale” di questo progetto. “Stimolerebbe gli investimenti privati, colmerebbe le lacune di investimento che minano la crescita a lungo termine e genererebbe ricchezza”.

Con il tempo, afferma il presidente del Consiglio europeo, il fondo varrebbe di più degli investimenti effettuati, coinvolgendo eventualmente anche i privati per poter reinvestire poi “in altre aree critiche di importanza strategica per la sovranità europea”.

“L’Europa deve rimanere un continente di produzione e innovazione – afferma Michel -. Sostenere le nostre imprese e garantire la nostra competitività a livello globale” richiederà “nuovi modi di pensare e un atteggiamento positivo da parte di tutti noi. Insieme siamo più forti, più influenti e più sovrani. Facciamolo”.

Sulla necessità di introdurre una maggior flessibilità negli aiuti di Stato Ue, anche alla luce dell’Inflation reduction act americano, “dobbiamo evitare la trappola di stabilire regole su misura per ogni Stato membro – afferma nel dettaglio Michel -. Ciò sarebbe letale per il nostro mercato unico e per la parità di condizioni tra imprese e Stati membri, che è stata la chiave del suo successo”.

“Dobbiamo sfruttare appieno gli strumenti finanziari e di finanziamento disponibili, sia a livello nazionale che europeo – sottolinea anche Michel -. Ciò significa garantire una maggiore flessibilità nell’erogazione degli ingenti mezzi finanziari del bilancio dell’UE e del nostro fondo di recupero post-Covid19, NextGenerationEu, poiché la stragrande maggioranza di questi fondi rimane inutilizzata, non perché non richiesti, ma perché le procedure sono spesso troppo macchinose”.

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