Passivesmoke.ch: nuova piattaforma sui pericoli del tabacco
Preoccupati dal rifiuto del Consiglio federale di ratificare la convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabacco, esponenti della prevenzione in Svizzera lanciano una nuova piattaforma: Passivesmoke.ch si concentra sui pericoli legati a fumo e svapo passivi.
(Keystone-ATS) I nuovi dati pubblicati da Dipendenze Svizzera nel quadro dell’inchiesta “Salute e Lifestyle” confermano evoluzioni preoccupanti nelle modalità di consumo, in particolare fra i giovani, si legge in un comunicato odierno dell’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo (AT).
Le sigarette elettroniche stanno ormai diventando, per molti adolescenti, la porta principale d’entrata verso la nicotina, tanto che l’uso combinato di più prodotti progredisce rapidamente.
AT ricorda che il tabagismo resta il più grande rischio evitabile per la salute nella Confederazione. La diffusione di sigarette elettroniche, snus, bustine di nicotina e altri prodotti aumenta rapidamente: il 45% dei giovani fra i 18 e i 24 anni li consuma già, una cifra definita “inquietante” da AT.
Consumo passivo
Di fronte a queste constatazioni e – sempre secondo l’Associazione – alla passività di un Parlamento influenzato dalla lobby del tabacco, è stato quindi deciso di lanciare, in collaborazione con la Lega polmonare svizzera, Passivesmoke.ch. Si tratta della prima piattaforma nazionale dedicata ai pericoli legati al fumo e allo svapo passivo, un argomento trascurato e quasi dimenticato nell’attuale dibattito, secondo AT.
Queste esposizioni involontarie sono però una realtà quotidiana per numerose persone in Svizzera, in particolare negli alloggi collettivi o in spazi interiori condivisi, viene messo in evidenza nella nota.
La convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta contro il tabacco include misure scientifiche che mirano a ridurre il consumo di tabacco e nicotina, ad esempio tramite il divieto di pubblicità o l’aumento di tasse. La Svizzera – sottolinea AT – è uno dei rari Paesi europei a non aver concretizzato l’impegno.
Contro l’avviso del Consiglio federale, lo scorso marzo la maggioranza del Nazionale ha giudicato che la ratifica della convenzione sarebbe equivalsa a una rinuncia della sovranità in favore delle norme internazionali.
Il fumo passivo in SvizzeraCollegamento esterno