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Per un’acqua potabile pulita La donna che tutta sola porta un intero paese alle urne

Franziska Herren sitzt an einem Tisch

Franziska Herren nel suo quartier generale: la mansarda della sua casa.

(Benjamin von Wyl)

L’iniziativa «Acqua potabile pulita e cibo sano» vuole imporre all’agricoltura misure più severe in difesa della natura. La proposta è stata ideata da una sola persona, Franziska Herren. In nove mesi il comitato di otto persone da lei creato è riuscito a convincere più di 100'000 persone a firmare. Siamo andati a trovarla a casa sua. 

Franziska Herren, 50 anni, lo sguardo concentrato, riceve nel suo ufficio sotto il tetto. Al piano di sotto c’è la sua abitazione, al pianterreno il suo studio di aerobica e fitness. Una casa privata in un villaggio tra l’autostrada e il Giura: è questo il quartier generale della campagna per l’iniziativa sulla protezione dell’acqua potabile. 

«In fondo una persona timida» 

L’iniziativa «Acqua potabile pulita e cibo sano»Link esterno è stata lanciata lo scorso marzo da Herren e da altre sette persone, quasi tutte donne. «La raccolta di firme è andata particolarmente bene d’estate. Siamo andati a parlare con la gente vicino ai corsi d’acqua. Nelle piscine, lungo il Reno, lungo l’Aare. Al momento lavoro al 300%, circa il 30% lo dedico alla mia azienda di fitness. La fase più intensa di raccolta è però passata.» Franziska Herren racconta con slancio dello stato d’emergenza vissuto durante nove mesi. Poi però aggiunge: «In fondo sono una persona timida. Mi costa tantissima energia parlare con la gente.» 

«Non sono politica, non faccio parte di nessun partito» 

Se le si chiede come si sia politicizzata, Herren si schermisce: «Non sono politica, non faccio parte di nessun partito. Mi impegno per difendere le basi della nostra esistenza.» La sua storia è tuttavia esemplare dell’ideale del cittadino sovrano, la più alta istanza della politica svizzera. Lontana da ogni legame politico, si è impegnata dapprima a livello comunale, poi cantonale e infine federale. Durante un manifestazione sulla pianificazione locale del territorio ha conosciuto il suo futuro compagno di battaglie, Walter Kummer. È stato nel 2011. Kummer è un ex imprenditore attivo nella lavorazione della latta. Dispone di molte risorse, in termini di tempo e denaro. 

Poi è arrivata Fukushima. Herren stampa dei volantini e li distribuisce in paese. «Volevo diffondere la consapevolezza che potremmo spegnere tutte le centrali nucleari e vivere di energie rinnovabili. A quel punto Walter Kummer mi ha interpellata e mi ha spiegato come avremmo potuto lanciare un’iniziativa», ricorda Herren. L’unica centrale atomica del Canton Berna, la centrale Mühleberg, è stata costruita in modo molto simile a quella di Fukushima e ha subito molti guasti. Già prima dell’entrata in funzione ufficiale nel 1973 era stata preda di un grave incendio. 

Per lo spegnimento di Mühleberg 

L’iniziativa cantonale di Herren e del suo compagno chiedeva lo spegnimento immediato del reattore di Mühleberg. Kummer ha finanziato Herren, in modo che lei si potesse dedicare a tempo pieno all’iniziativa. Entrambi erano spesso per strada, ma hanno anche impiegato persone che raccoglievano firme a pagamento e hanno approfittato del sostegno di alcuni partiti. Dopo quattro mesi avevano raccolto le firme necessarie. L’iniziativa alla fine non ha convinto la maggioranza, ma ha avuto ripercussioni già prima del voto: tra il periodo di raccolta delle firme e l’appuntamento alle urne i gestori hanno fatto sapere che la centrale atomica avrebbe interrotto le sue attività nel 2019. 

Il tema della prima iniziativa era l’energia nucleare – una questione che è al centro di dibattiti a livello internazionale. Secondo Herren anche la questione dell’acqua potabile dovrebbe suscitare ampie discussioni. Finora però non è stato il caso. 

Da sola contro la lobby dei contadini 

L’iniziativa «Acqua potabile pulita e cibo sano» chiede che siano concesse sovvenzioni e pagamenti diretti solo alle aziende agricole che lavorano senza pesticidi e si impegnano in difesa della biodiversità. Inoltre gli animali domestici devono essere nutriti solo con mangimi prodotti dall’azienda e non devono consumare regolarmente antibiotici. Poiché nell’agricoltura svizzera è quasi impossibile sopravvivere senza sovvenzioni, si tratta di richieste radicali. 

L’Unione dei contadini respinge l’iniziativa, affermando che causerebbe un aumento delle importazioni. L’8% dei consiglieri nazionali sono contadini. In autunno, l’Unione dei contadini è riuscita a convincere il 75% dei partecipanti a una votazione popolare a sostenere le sue posizioni. Anche se il numero di occupati nell’agricoltura è in continua diminuzione, la lobby svizzera dei contadini rimane forte ed è regolarmente sostenuta dalla popolazione. 

Dialogo con gli avversari politici 

Il quotidiano «Blick» ha definito Franziska Herren «il terrore dei contadini». Herren però preferisce il dialogo. Si trova a disagio solo con le persone che ritengono inutile l’impegno. Ha concesso interviste alla «Bauernzeitung», il giornale dei contadini, promuove in modo mirato alcuni contributi su Facebook tra un pubblico agricolo e partecipa alle discussioni in corso. 

A differenza dell’Unione dei contadini, Herren ritiene che la sua iniziativa vada a vantaggio di una vera produzione indigena: «I contadini hanno un contratto con la popolazione. Un agricoltore riceve pagamenti diretti per svolgere la sua attività in modo sostenibile, ma compra pesticidi. Perché la Svizzera produce il 70% delle sue uova con cibo d’importazione? Sovvenzioniamo tutto questo con le nostre tasse. Ciò vale anche per le enormi quantità di antibiotici date in pasto agli animali.» 

Herren presenta un aspetto delle sue proposte e lo completa accuratamente con un argomento. Non è una politica, ma anni di impegno e di apprendimento l’hanno trasformata in una professionista della comunicazione. 

«Tutto ciò che si fa ha un effetto» 

L’iniziativa lanciata da Franziska Herren e dal suo comitato impegnate avrebbe un influsso su quasi tutte le aziende agricole svizzere, anche sulle aziende biologiche che impiegano antibiotici. La proposta ha delle reali possibilità di successo? «Tutto quello che si fa ha degli effetti. Fosse anche solo quello di far sì che di un tema si parli.» 

La legge non scritta della politica svizzera dà ragione a Herren: buona parte delle iniziative è respinta, ma alcune iniziative respinte lasciano un segno profondo nel dibattito politico del paese. Perché così avvenga è determinante che la proposta ottenga maggiori sostegni di quel che ci si aspettava. 

Herren è riuscita a convincere gruppi diversi come Swissveg (la federazione dei vegetariani e vegani svizzeri) e la Federazione svizzera di pesca a sostenere la sua proposta. Certo anche perché il suo modo di presentarsi e i suoi argomenti sono inusuali nel discorso politico svizzero. Di solito, contrariamente all’ideale del cittadino sovrano, non sono persone singole a inoltrare un’iniziativa nazionale, bensì partiti e gruppi organizzati in modo professionale.


Traduzione di Andrea Tognina, swissinfo.ch

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