The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

L’estrema sinistra vuole uscire dal capitalismo

Il vodese Josef Zisyadis è l'unico deputato comunista del parlamento svizzero Ex-press

La sinistra della sinistra continua a fare sentire la propria voce. Ma una voce flebile: il Partito svizzero del lavoro ha ottenuto lo 0,7% dei voti nelle elezioni federali del 2007. Intervista con il suo unico eletto al parlamento nazionale, il vodese Josef Zisyadis.

swissinfo.ch: Quali sono le priorità del suo partito per la prossima legislatura?

Josef Zisyadis: Una è l’imposizione fiscale. Con tutta la pressione che subisce attualmente dall’Unione europea, la Svizzera dovrebbe poter progredire verso un’armonizzazione fiscale interna e accettare di aprire i negoziati su una serie di argomenti relativi alla tassazione. La giustizia sociale è la nostra seconda priorità. Noi crediamo che si debba introdurre un salario minimo in Svizzera, che ancora non esiste.

Infine, vi è tutto ciò che riguarda l’ambiente e l’ecologia. Crediamo che occorra abbandonare il dogma della produttività all’estremo e pensare che entreremo in un periodo di decrescita.

swissinfo.ch: In che settori la Confederazione dovrebbe ridurre le uscite e in quali dovrebbe invece investire di più?

J. Z.: Sul fronte dei risparmi, è ovvio che per noi che sosteniamo l’abolizione dell’esercito, lì ci sono fonti di economie notevoli.

Per il resto, ci rendiamo conto che se ci fosse una tassa sui redditi finanziari, potremmo avere maggiori risorse per il settore pubblico. Ciò consentirebbe di realizzare una serie di progetti sociali che sono indispensabili. Non dimentichiamo che tanti svizzeri vivono sotto la soglia di povertà. Noi siamo molto preoccupati per lo sviluppo di questa situazione.

swissinfo.ch: Che via dovrebbe seguire la Svizzera nelle sue relazioni con l’Unione europea?

J. Z.: In Svizzera i sentimenti nei confronti dell’Unione europea stanno cambiando completamente. Penso che la crisi economica che attraversa l’Unione europea e la sua mancanza di posizionamento sul piano internazionale dimostrano che si tratta di un’unione più economica che politica.

La Svizzera dovrebbe avviare discussioni su questioni politiche fondamentali. Vale a dire parlare di una vera Europa confederale che permetta alle singole nazioni di esistere. Purtroppo, l’UE non segue questa via.

La Svizzera dovrebbe essere intraprendente: proporre all’Europa delle riforme politiche affinché la Svizzera possa immaginare uno giorno di aderirvi. Ciò significa non rimettere in questione la democrazia diretta in Svizzera, introdurre il diritto di referendum e di iniziativa a livello europeo e avere una moneta non unica ma comune. Sono molti elementi, per cui oggi non credo che ci saranno molti progressi su questo fronte negli anni a venire.

swissinfo.ch: La Svizzera deve rinunciare all’energia nucleare e puntare sulle energie rinnovabili?

J. Z.: Ci opponiamo alla sostituzione delle centrali nucleari. Si deve abbandonare questa forma di energia. Il che significa che occorre mettere in moto un programma molto più audace nell’ambito delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Ci sono opportunità di risparmio energetico enormi nell’ambito degli edifici. Ma ciò comporta massicci investimenti.

swissinfo.ch: A cosa dovrebbero corrispondere la missione e gli effettivi dell’esercito di domani?

J. Z.: Siamo per l’abolizione dell’esercito. Tuttavia questo non significa che siamo contrari che vi sia una forma di impegno personale dei cittadini. Ma ovviamente, oggi ci sono altri modi di farlo che in termini di armamenti… Potrebbe essere un impegno nel campo dello sviluppo o in cantieri che dovrebbero essere realizzati all’interno del paese.

swissinfo.ch: Come si posiziona il suo partito rispetto all’immigrazione e all’integrazione degli stranieri in Svizzera?

J. Z.: Siamo per il diritto di voto per gli stranieri che hanno vissuto a lungo in Svizzera. Auspichiamo anche che la naturalizzazione automatica per coloro che si trovano in Svizzera da più di 15-20 anni. Ciò riguarda l’80% di oltre 1,5 milioni di immigrati che vivono qui.

L’atteggiamento generale non va in questa direzione. Ciò significa che occorre cambiare concezione e dirsi che se la gente è venuta in questo paese, è per lavorare e integrarsi. Dirsi anche che se non vogliamo che l’immigrazione cresca ulteriormente, bisogna aiutare la gente in loco perché possa rimanere nel proprio paese d’origine. Occorre una politica di aiuto allo sviluppo molto più attiva.

L’integrazione non pone problemi. Se si confronta l’integrazione degli stranieri in Svizzera con quella in altri paesi, riteniamo che domandare un contratto di integrazione per gli stranieri obbligatorio sia completamente improduttivo.

swissinfo.ch: Quali sono le proposte del suo partito per migliorare la politica della Confederazione nei confronti della Quinta Svizzera?

J. Z.: Dobbiamo compiere sforzi particolari, soprattutto per coloro che ad un certo punto della loro vita, decidono di tornare a casa. Possono avere difficoltà a trovare i loro punti di riferimento in un paese che era il loro e che certamente lo sarà ancora.

È anche importante avere la possibilità di disporre gratuitamente di un’informazione su tutte le posizioni politiche in merito alla Quinta Svizzera. Oggi un partito come il mio non ha i mezzi finanziari per far conoscere la sua posizione. Avere il diritto di voto non serve granché se non si ha la possibilità di essere informati correttamente. La Confederazione dovrebbe fornire queste informazioni.

swissinfo.ch: Quali sono i valori che difende il suo partito?

 

J. Z.: Difendiamo i valori di una Svizzera sociale, che protegge i più deboli nella società. Siamo per l’uscita dal sistema capitalista e pensiamo che si debba uscire dal produttivismo attuale. In Svizzera abbiamo raggiunto un alto livello di sviluppo che consentirebbe di aiutare altri paesi del pianeta.

Il Partito svizzero del lavoro (PdL) è l’erede del Partito comunista, la cui denominazione nella Confederazione fu proibita nel 1940.

Quattro anni dopo nacque il Partito operaio e contadino, che nel 1963 cambiò nome e divenne appunto Partito del lavoro.

In alcuni cantoni è denominato Partito operaio popolare (POP). La sezione ticinese nel 2007 ha deciso di riprendere la denominazione delle origini: è così ridiventata Partito comunista.

Marxista-leninista fino al 1982, il PdL oggi ha la lotta per la giustizia sociale come uno dei punti centrali del suo programma.

Rappresentato nel parlamento federale dal 1947, il PdL non è mai riuscito a raggiungere ampi consensi presso l’elettorato. Cosicché non ha mai ottenuto più di tre seggi alla Camera del popolo nelle ultime legislature.

Alle elezioni del 2007, lo schieramento di estrema sinistra hanno raccolto lo 0,7% dei voti.

Nella legislatura corrente, l’unico rappresentante del PdL in Consiglio nazionale fa parte del Gruppo dei Verdi.

Di padre greco e madre svizzera, Josef Zisyadis è nato a Istanbul nel 1956. Vive a Losanna dal 1962.

Ha conseguito la laurea in teologia presso l’università di Losanna.

La sua carriera politica è iniziata con l’elezione al legislativo comunale di Losanna nel 1989.  L’anno seguente è stato eletto al parlamento del cantone di Vaud e nel 1999 alla Camera bassa del parlamento federale. È anche stato membro del governo cantonale vodese per due anni (1996-1998).

Oltre che nel campo politico, Josef Zisyadis è noto anche in quello della gastronomia: è il presidente della Settimana svizzera del gusto.

(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR