Stufi della politica? Non in Ticino
Nel fine settimana si vota in Ticino per il rinnovo degli organi esecutivi e legislativi comunali.
Destano particolare interesse il voto nella “nuova Lugano”, nata dalla fusione di otto comuni, e il risultato della Lega dei Ticinesi, movimento di protesta che appare ormai in crisi.
È tornato il tempo delle grandi promesse. Da settimane la campagna per le elezioni comunali non dà tregua ai cittadini ticinesi.
“Per una città bella e sana”, scandiscono i cartelloni del Partito liberale radicale (PLR) a Locarno. “Meritiamo una città migliore”, rispondono i concorrenti socialisti. E il Partito popolare democratico (PPD) esclama: “Svegliatevi!”
Centinaia di donne e uomini si contendono i seggi negli esecutivi e nei parlamenti comunali. In Ticino pare non esservi traccia di quella fuga dalla politica di cui si parla spesso. Il numero di candidati non è mai stato così alto.
È invece diminuito il numero di seggi da distribuire. Le numerose fusioni comunali hanno comportato per forza di cose una riduzione delle poltrone. La lotta politica ne risulta più accanita.
Meno seggi, più candidati
In totale negli ultimi tempi 42 dei 238 comuni ticinesi si sono uniti per formare 8 nuove entità politiche. Il progetto più importante è la fusione fra Lugano e otto comuni dell’agglomerazione. C’è perciò molta attesa per conoscere il profilo politico della “Nuova Lugano” che uscirà dalle urne.
A Lugano la perdita di seggi è particolarmente evidente: dove prima c’erano nove consigli comunali, oggi ci sono solo il Municipio di Lugano (i cui seggi sono aumentati da 5 a 7) e il parlamento cittadino (i cui deputati sono passati da 50 a 60).
Scontata appare la rielezione del sindaco liberal-radicale Giorgio Giudici. Il politico 59enne, architetto di professione, è stato anche l’architetto della nuova Lugano, instancabile fautore della fusione.
Scetticismo nelle altre regioni
Già oggi Lugano rappresenta il motore economico del Ticino. Con la fusione, la città aumenterà anche il suo peso politico.
“Il rapporto tra Lugano e il Canton Ticino si svilupperà nello stesso senso del rapporto tra la città e il cantone di Berna”, ritiene Nenad Stojanovic, candidato sulla lista socialista di Lugano per il consiglio comunale.
Al di fuori di Lugano lo scetticismo è perciò grande. Centri come Bellinzona e Locarno perderanno d’importanza. Viceversa Lugano potrebbe diventare interlocutrice diretta di enti extra-cantonali.
Test per la Lega
Al di là di questa ristrutturazione territoriale, le elezioni del fine settimana sono anche un test importante per misurare gli equilibri politici del cantone, ben diversi nelle ultime votazioni federali da quelli nazionali.
Il PLR e il PPD hanno ottenuto buoni risultati nelle votazioni cantonali e federali, a differenza di quanto accaduto sul piano federale. Tradizionalmente i due partiti hanno una posizione dominante anche nei comuni.
Le maggiori perdite le ha invece subite, negli ultimi appuntamenti alle urne, la Lega dei Ticinesi, il movimento di protesta nato negli anni Novanta allo scopo di metter fine al “Ticino delle famiglie e dei partiti”.
A rischiare di più è ora Giuliano Bignasca, il controverso presidente del movimento e dal 2000 municipale di Lugano. “Se Bignasca non riuscirà ad essere rieletto in Municipio, la Lega è finita”, prevede l’ex-consigliere nazionale Flavio Maspoli, fondatore del movimento nel 1991 insieme a Bignasca e ritiratosi dalla politica attiva dopo numerosi scandali.
Propaganda à gogo
Per le candidate e i candidati l’obiettivo è, ovviamente, farsi eleggere. Per raggiungerlo, molti non lesinano né costi né fatica.
Accanto ai tradizionali “santini” (le cartoline con la foto del candidato e il numero della lista), inviati in massa, ci sono oggi innumerevoli forme di propaganda politica. Alcuni candidati sono raffigurati sulle bustine dello zucchero, servite assieme ai caffè nei ristoranti. Molti hanno scoperto le virtù di internet.
Nonostante questa evoluzione, le forme più tradizionali di manifestazione partitica sopravvivono. Durante un lauto pasto in ristorante, annaffiato da un buon merlot, i candidati hanno l’occasione di presentarsi brevemente.
E presidenti di partito, consiglieri nazionali ed altri magnati corrono da una manifestazione all’altra, per rinfrancare le truppe e raccogliere voti.
swissinfo, Gerhard Lob, Solduno
(traduzione dal tedesco di Andrea Tognina)
Numero di comuni in Ticino nel 2003: 238
Numero di comuni in Ticino da aprile 2004: 204
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.