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Maremoto asiatico: il bilancio si aggrava

Mentre i turisti occidentali lasciano la regione di Phuket, la popolazione autoctona conta le proprie vittime Keystone

Il maremoto che ha colpito domenica il sud-est asiatico ha lasciato dietro di sé all’incirca 40'000 vittime; un bilancio destinato ad aumentare nei prossimi giorni.

La Svizzera partecipa attivamente alle operazioni di soccorso. Un secondo aereo della Rega è pronto per partire alla volta della Thailandia.

Le onde-tsunami, causate dalla scossa di magnituto 9,0 sulla scala Richter, hanno causato un numero apocalittico di morti nel sud-est asiatico.

Secondo i dati provvisori, forniti dai governi dei Paesi colpiti dal maremoto, le vittime accertate per il momento sono 27’000, ma il bilancio è destinato ad aggravarsi. Si stimano all’incirca 57’000 decessi.

L’Indonesia prevede 25’000 vittime sul suo territorio, mentre il governo dello Sri-Lanka teme che le persone perite all’interno delle proprie frontiere possano essere 20’000. Il bilancio per quanto riguarda la Thailandia dovrebbe invece essere di 2’000 vittime.

Numerosi Svizzeri ancora dispersi

Al momento del terremoto, si stima che i turisti svizzeri presenti nelle zone colpite erano tra i 2’000 e i 2’500. Lunedì in serata, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) era riuscito a mettersi in contatto con circa 400 di loro.

«Si cercano ancora un migliaio di turisti elvetici, a cui si aggiunge un numero ignoto di viaggiatori individuali», osserva Peter Sutter, capo della Divisione politica VI (Svizzeri all’estero) del DFAE.

In Thailandia, colpita in maniera molto violenta dalla catastrofe, all’incirca un centinaio di viaggiatori elvetici si sono presentati all’ufficio di ricezione messo in piedi a Phuket dall’ambasciata svizzera.

Berna non ha tuttavia fornito le cifre relative al numero di turisti elvetici presenti in Sri Lanka e in India.

“In Malesia non ci dovrebbero essere cittadini svizzeri coinvolti”, rileva Calmy-Rey.

I contatti non sono possibili neanche con le Maldive, mentre non si hanno ancora avute notizie dai delegati della Croce Rossa presenti in Indonesia.

La ministra degli esteri fa però notare che «non dovrebbero esserci turisti svizzeri nella regione».

Sin dal giorno dopo la tragedia sono cominciate le operazioni di rimpatrio. I primi passeggeri provenienti dalle Maldive e dallo Sri Lanka sono atterrati lunedì all’aeroporto di Kloten.

Rimpatri e soccorsi

Centinaia di turisti sono stati evacuati lunedì dalle zone sinistrate. In giornata, i primi passeggeri elvetici in provenienza dalle Maldive e dallo Sri Lanka sono atterrati all’aeroporto di Kloten.

Accanto alle operazioni di rimpatrio, che proseguiranno anche nelle prossime ore e nei giorni a venire grazie anche alla Rega, si sono mobilitate le varie organizzazioni di aiuto umanitario.

Il Corpo svizzero di aiuto umanitario ha inviato esperti in Sri Lanka e in India. Altri specialisti seguiranno nei prossimi giorni.

Un collaboratore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione presente a Bangkok si è invece recato sull’isola di Phuket, mentre il personale del Dfae in Bangladesh visiterà le zone sinistrate per rendersi conto della situazione.

La Rega vola in aiuto

La Guardia aerea svizzera di soccorso (Rega) ha stilato martedì mattina un bilancio dei casi in cui è stata chiamata a intervenire, che parla di 12 dispersi e circa 60 feriti nella regione di Phuket, in Thailandia.

«A causa dell’accresciuto numero di feriti rispetto a lunedì, abbiamo deciso di inviare nel pomeriggio un altro jet ambulanza per consentirne il rimpatrio», ha indicato oggi il portavoce della Rega, Thomas Kenner.

Lunedì era partito per la Thailandia un primo velivolo con tre équipes mediche. L’aereo dovrebbe riportare in Svizzera domani da cinque a sei feriti gravi.

I feriti leggeri dovrebbero essere rimpatriati con l’aereo organizzato per domani dal Dipartimento federale degli affari esteri e dalle agenzie di viaggio Hotelplan e Kuoni.

Il volo previsto, con 252 posti disponibili, dovrebbe decollare da Phukhet martedÌ alle 8 locali e arrivare a Kloten alle 14.30. Oltre a un team di psicologi, anche una equipe medica accompagnerà i passeggeri.

Aiuti da tutti i fronti

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e della Mezzaluna Rossa hanno lanciato un appello per un credito iniziale di 7,5 milioni di franchi per intervenire in aiuto di circa 500’000 persone.

Il CICR ha inoltre inviato materiale sanitario in favore di 100’000 persone in Sri Lanka, uno dei paesi più colpiti dalla catastrofe naturale.

Aiuti a favore dello Sri Lanka giungono anche dal Soccorso operaio svizzero, che ha già devoluto 100’000 franchi.

Berna ha inoltre fatto sapere di aver sbloccato un fondo di aiuto immediato di un milione di franchi, mentre la Croce Rossa Svizzera e Caritas hanno già offerto 400’000 franchi.

“Aiuteremo in fretta e in modo mirato”, ha assicurato Peter Sutter. Prioritari sono l’acqua potabile, l’aiuto medico e l’alloggio.

Nel frattempo si è pure mobilitata la Catena della Solidarietà, che ha lanciato una colletta e ha aperto un conto corrente postale per venire in aiuto delle vittime.

swissinfo e agenzie

Domenica mattina (1:58 ora svizzera), un sisma di 9,0 gradi sulla scala Richter ha provocato maremoti che hanno colpito le coste di Sri Lanka, India, Thailandia, Malesia, Indonesia, Bangladesh, Myanmar, Somalia e le Maldive.

Martedì, il numero di morti accertati si aggira attorno ai 29’000, ma il bilancio continua ad aggravarsi.

Offerte in favore delle vittime possono essere fatte sul CCP: 10-15’000-6 con la menzione “Sisma in Asia”.
I famigliari degli svizzeri presenti nelle regioni colpite possono chiamare il numero 0041-31-325-33-33 del Dipartimento degli affari esteri.

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