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Schüssel in Svizzera: ottimi rapporti tra Berna e Vienna

Accolto a Berna per la sua prima visita all'estero, il cancelliere austriaco ha sottolineato le eccellenti relazioni tra i due paesi. Ma non sono mancate le manifestazioni di protesta contro il governo di Vienna.

La situazione in Austria, l’integrazione europea, l’impegno comune nell’OSCE e singole questioni bilaterali, sono stati i temi dei colloqui ufficiali che venerdì il cancelliere austriaco Wolfgang Schüssel ha avuto a Berna. La sua visita ha però assunto rilievo soprattutto in relazione all’isolamento imposto all’Austria dagli altri 14 paesi dell’Ue. La Svizzera non ne ha tenuto conto, ma non senza proteste al suo interno.

Il capo del governo austriaco è stato ricevuto nella residenza del Lohn, nei pressi della capitale, dal presidente della Confederazione, Adolf Ogi, e dal ministro degli esteri, Joseph Deiss. Al termine dei colloqui, il cancellierte austriaco, senza il suo tradizionale papillon ma in cravatta grigia, ha incontrato la stampa, accompagnato da Ogi. “I nostri antenati si sono fatti la guerra prima che Colombo scoprisse l’America, ma da mezzo millennio viviamo da buoni vicini”, ha detto Ogi per sottolineare i rapporti di amicizia che legano i due paesi.

Riferendosi poi all’alleanza di governo tra il partito democristiano di Schüssel e la formazione di destra guidata da Jörg Haider, il presidente della Confederazione ha affermato che la Svizzera rispetta sempre le decisioni democratiche del popolo e del parlamento, noi “confidiamo nella capacità della democrazia di autocorreggersi”. Sollecitato poi dalle domande, Ogi non ha negato che la vicenda dell’isolamento imposto all’Austria potrebbe influire sul voto popolare per gli accordi bilaterali con l’UE, ma ha aggiunto che la Svizzera “giudica la qualità del lavoro” del governo austriaco e si è detto certo che “questa tempesta passerà”.

Da parte sua, il cancelliere austriaco – che, come tutti i suoi predecessori dal 1955, ha fatto in Svizzera la sua prima visita ufficiale all’estero – ha sottolineato lo spirito di collaborazione tra l’Austria e la Svizzera nell’ambito del Consiglio d’Europa e dell’impegno comune, in particolare nei Balcani, nell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). E a proposito dell’isolamento europeo di cui è stata fatta segno l’Austria, Schüssel ha tenuto a sottolineare che non è l’Unione Europea ad aver preso una tale decisione, ma gli altri 14 paesi. Una decisione – ha aggiunto – che “avvelena lo spirito europeo”.

La visita di Schüssel ha suscitato però anche qualche protesta, in particolare dei giovani socialisti, del Partito ecologista svizzero, di altre organizzazioni minori della sinistra e di alcune associazioni ebraiche e contro il razzismo. Un gruppo di manifestanti che voleva piazzare un paio di striscioni nei pressi della residenza di Lohn è stato dissuaso dal farlo dalla polizia bernese. In serata s’è svolta anche una manifestazione sulla Piazza federale, sotto lo slogan: “Niente tappeto rosso per quest’Austria bruna”.


Silvano De Pietro

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