Votazioni 8 marzo: all’estero gli svizzeri conoscono soprattutto l’imposizione individuale
In molti Paesi europei, l’imposizione individuale si è affermata negli ultimi decenni. Mentre la Svizzera si appresta a votare l’8 marzo sull’imposizione delle coppie sposate, una parte significativa delle svizzere e degli svizzeri all’estero è già abituata a questo sistema.
“Vivo in Messico, dove siamo tassati sulla base dei nostri redditi personali individuali, indipendentemente dal fatto che provengano da uno stipendio, da dividendi o da affitti”, scrive Martha, un’utente che ha partecipato al nostro dibattito dedicato alla riforma dell’imposizione delle coppie sposate.
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Altri sviluppi
In Svizzera, le coppie sposate sono attualmente tassate congiuntamente sulla base di un’unica dichiarazione fiscale. L’8 marzo il popolo sarà chiamato a esprimersi su una riforma che prevede che ogni coniuge compili la propria dichiarazione d’imposta. Il progetto, approvato dal Parlamento, vuole porre fine alla cosiddetta penalizzazione fiscale del matrimonio.
In vista della votazione, abbiamo voluto capire quale sistema vige nei principali Paesi di residenza degli svizzeri e delle svizzere all’estero. I contributi ricevuti mostrano che molti di loro già conoscono l’imposizione individuale o vivono in Stati che consentono di scegliere tra imposizione individuale e congiunta.
In Europa domina l’imposizione individuale
“Qui in Spagna, ognuno può scegliere liberamente ciò che più gli conviene per ridurre le imposte. Lo stesso vale per l’Irlanda”, spiega Don Ron. “AndrewintheAlps” entra più nel dettaglio del sistema spagnolo e osserva che l’imposizione individuale risulta più vantaggiosa quando entrambi i coniugi hanno salari simili e mediamente elevati. Al contrario, l’imposizione congiunta è interessante se uno dei due non percepisce reddito o ne ha uno molto basso.
Anche la Germania applica un sistema analogo, come sottolinea un lettore. Le coppie sposate e le unioni registrate possono scegliere tra imposizione individuale e congiunta, quest’ultima conosciuta come splitting coniugale. Il meccanismo consiste nel sommare i redditi della coppia e dividerli per due ai fini del calcolo dell’imposta, un vantaggio soprattutto per i nuclei con redditi molto differenziati. Come in Svizzera, questo modello – basato su una legge degli anni Cinquanta – è criticatoCollegamento esterno dal Partito socialdemocratico (SPD), secondo cui rafforza le disuguaglianze di genere.
Negli ultimi decenni, molti Paesi europei sono passati dall’imposizione congiunta a quella individuale, come illustra il Consiglio federale nel suo rapporto Collegamento esternoche accompagna la proposta di legge federale sull’imposizione individuale. La Francia mantiene tuttavia un sistema di imposizione congiunta, accompagnato dal cosiddetto quoziente familiare, determinato dal numero di persone che vivono nel nucleo domestico e che comporta una significativa riduzione dell’imposta sul reddito, soprattutto quando il numero di figli aumenta.
Canada, Stati Uniti e Australia
Anche fuori dall’Europa la tendenza è simile. Un utente ricorda che in Canada le coppie sposate o chi convive presentano dichiarazioni dei redditi individuali, ma devono indicare il proprio stato civile. “Le aliquote restano individuali, ma lo status di coppia consente di trasferire crediti, ripartire il reddito pensionistico e combinare le spese mediche, spesso si tratta di un vantaggio”, precisa.
Negli Stati Uniti, spiega Anne, i coniugi possono scegliere se presentare una dichiarazione congiunta o separata. “Le coppie sposate sono spesso tassate a un’aliquota inferiore rispetto ai single, ma ciò non dipende sempre dalla situazione individuale, come reddito, figli e varie deduzioni”, aggiunge.
Peter, che vive in Australia, ricorda infine che nel Paese non esiste la dichiarazione congiunta. Le coppie sposate sono tassate in modo individuale, ma il reddito del coniuge è preso in considerazione per alcune prestazioni, sovrattasse e agevolazioni fiscali.
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