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Protesta trattori: media, blocchi al confine franco-belga

(Keystone-ATS) Diversi punti di passaggio del confine tra il Belgio e la Francia sono stati bloccati nel quadro di una protesta congiunta degli agricoltori dei due Paesi.

È quanto scrive il quotidiano La Voix du Nord, secondo cui diversi punti – come Bettignies o Erquelinnes -risultano bloccati dai trattori in lotta. Sempre secondo il giornale francese, gli agricoltori intendono restare sul posto per tutto il giorno, prima di incamminarsi per Bruxelles domani, in concomitanza con il summit straordinario dell’Unione europea.

“Blocchi inaccettabili”: a quasi due settimane dall’inizio delle proteste degli agricoltori sulle strade di Francia e non solo, gli autotrasportatori d’Oltralpe invocano ”misure di sostegno di brevissimo termine” a favore di un settore ritenuto ormai ”esangue”.

“Le nostre aziende subiscono blocchi inaccettabili della loro attività, sia sugli assi stradali sia sui siti logistici, intorno ai porti e agli aeroporti”, deplora in una nota l’Union des Entreprises de Transport et de Logistique de France (Union Tlf), lanciando l’allarme sulle ”conseguenze drammatiche di questa situazione che sta durando da troppo tempo”.

In Francia, i blocchi del mondo agricolo hanno fermato in questi ultimi giorni migliaia di tir, causando ritardi e spese supplementari per il settore degli autotrasporti. Nella notte tra giovedì e venerdì, numerosi camion stranieri sono stati fermati sulla nazionale 7, nei pressi di Montélimar, bloccati dai trattori in rivolta. I manifestanti agricoli hanno fatto altrettanto su alcune autostrade nonché svuotato alcuni camion che trasportavano prodotti esteri verso la Francia.

Anche in Grecia

Nel frattempo, anche in Grecia, la strada statale Atene-Lamia è stata chiusa in entrambe le direzioni da un blocco di agricoltori della cittadina di Atalanti, che si sono uniti alle proteste degli agricoltori, tra i vari Paesi europei, nei giorni scorsi. Alla protesta partecipano 50 trattori e 70 persone, riporta Kathimerini.

Secondo l’emittente Ert, il traffico delle macchine viene fatto deviare nelle strade secondarie. Le proteste degli agricoltori, contro l’aumento dei costi di produzione e per i danni causati lo scorso settembre dalle alluvioni, dovrebbero continuare nei prossimi giorni. In molti, riporta Kathimerini, intendono recarsi alla Fiera agricola di Salonicco, che verrà inaugurata domani, e rimanervi per tutti i quattro giorni della fiera.

Allarme esportatori spagnoli

Intanto, gli esportatori ortofrutticoli spagnoli hanno lanciato oggi l’allarme per il ritardo nei raccolti ortofrutticoli previsti per la stagione a causa della “mancanza di sicurezza nei trasporti provocata dai blocchi autostradali degli agricoltori francesi”.

In una nota diffusa oggi, la Federazione spagnola di associazioni di produttori esportatori di frutta e verdura (Fepex) ha avvertito sulla “crescente preoccupazione” e ha espresso allo stesso tempo “indignazione” per il prosieguo delle proteste e “la mancanza di impegno” delle autorità francesi nel porvi fine. Ha avvertito che il tempo stringe, perché “i mancati raccolti comportano la perdita del prodotto deperibile”.

Mentre i produttori che hanno deciso di procedere con la raccolta e le esportazioni, “devono transitare attraverso la Francia per arrivare ai mercati europei, dove vengono paralizzate da oltre un centinaio di blocchi stradali disseminati sul territorio”, denuncia la Fepex. “Per di più – aggiunge – devono affrontare le sanzioni previste per i ritardi nelle consegne dei prodotti”.

Peperoni, cetrioli, lattughe, pomodori e cavoli sono i prodotti raccolti a gennaio in Spagna, soprattutto in Almeria, Valencia e Murcia, le regioni con maggior export in Europa e dove i produttori ed esportatori denunciano i rischi delle maggiori perdite, poiché il 91% dell’export della produzione passa per il trasporto su ruota in autostrada.

Il ministro dell’agricoltura, pesca e alimentazione, Luis Planas, ha convocato per venerdì le principali organizzazioni sindacali degli agricoltori, che hanno annunciato mobilitazioni per unirsi alla protesta che dilaga in Europa. Allo stesso tempo ha annunciato la prossima attivazione di un foro di dialogo sull’allevamento intensivo, per valutare la situazione del settore “particolarmente vulnerabile” dalle difficoltà derivate dalla guerra in Ucraina, dalla siccità e dalla protesta del settore agricolo.

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