The Swiss voice in the world since 1935

Rivendicata violazione Revolut, “abbiamo dati polizia italiana”

Keystone-SDA

Un gruppo di hacker che si fa chiamare "iamnotavillain", contattato dal Financial Times tramite Telegram, ha rivendicato la violazione della banca digitale britannica Revolut.

(Keystone-ATS) Gli hacker sostengono di aver ottenuto dati riservati di quasi 700 clienti dopo aver compromesso un sistema di posta elettronica certificata del ministero dell’Interno italiano.

Il gruppo ha affermato di possedere circa 147 gigabyte di dati interni delle forze dell’ordine italiane. Per mesi si sarebbero finti agenti, chiedendo alla banca indirizzi, telefoni e cronologie di transazioni.

Nei messaggi scambiati via Telegram, l’hacker o un gruppo di hacker sotto pseudonimo, ha dichiarato al quotidiano della City di aver contattato per la prima volta Revolut “un paio di mesi fa, fingendosi un ente delle forze dell’ordine” dall’Italia.

Nel mirino anche clienti in Svizzera

Nelle settimane successive, i cybercriminali hanno affermato di aver ripetutamente chiesto alla banca fintech di condividere dettagli riservati sui conti di specifici clienti, tra cui indirizzi, numeri di telefono e cronologie delle transazioni, sostenendo che le informazioni fossero necessarie per accertamenti in corso. “Revolut ha collaborato come un ‘bravo ragazzo'”, hanno detto gli hacker.

Il gruppo ha poi condiviso alcuni screenshot con il Financial Times, comprese immagini di alcune delle email che sostengono di aver scambiato con Revolut fingendosi le forze dell’ordine italiane. Le richieste ricevute dalla banca erano arrivate tramite il sistema Pec italiano, con gli scambi proseguiti per diversi mesi.

Nel mirino sono così finiti 680 clienti di 33 Paesi, prevalentemente europei, come Svizzera, Francia, Regno Unito, Germania e Spagna.

Attivata la Direzione antiterrorismo

Sulla truffa, portata a segno utilizzando un account della prefettura di Reggio Calabria, si è attivata anche la Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo (Dna), scrive l’agenzia di stampa italiana Ansa.

I magistrati della Dna intervengono quando la violazione riguarda un ente governativo. La prima informativa della Polizia postale italiana dà conto di un’azione molto sofisticata. Si sta cercando di capire se l’email certificata della prefettura sia stata ‘bucata’ oppure clonata. Analisi sono in corso anche sulla rivendicazione apparsa a nome del gruppo ‘iamnotavillain’ e si sta monitorando il dark web per verificare un’eventuale messa in vendita di dati trafugati ai correntisti della fintech inglese.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR