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Santa Sede-Cina: prima volta Papa, gli “uiguri” sono perseguitati

Per la prima volta, papa Francesco ha definito i musulmani uiguri cinesi un popolo "perseguitato", in quello che è un passo che gli attivisti per i diritti umani lo esortano a fare da anni. KEYSTONE/EPA/FABIO FRUSTACI sda-ats

(Keystone-ATS) Per la prima volta, papa Francesco ha definito i musulmani uiguri cinesi un popolo “perseguitato”, in quello che è un passo che gli attivisti per i diritti umani lo esortano a fare da anni.

Lo riporta l’agenzia cattolica asiatica Uca News, ricordando come leader religiosi, gruppi di attivisti e governi abbiano denunciato il genocidio contro i musulmani di etnia uigura nella remota regione dello Xinjiang, in Cina. Secondo molti organismi internazionali per i diritti umani, più di un milione di musulmani uiguri sono detenuti in campi di internamento nella regione autonoma uigura dello Xinjiang.

Nel suo ampio libro “Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore”, in uscita il 1/o dicembre (in Italia per Piemme) sui temi legati alla pandemia da Coronavirus, coautore il giornalista e scrittore britannico Austen Ivereigh, il Pontefice, in una sezione dedicata alla persecuzione nei Paesi islamici, scrive che “penso spesso ai popoli perseguitati: i Rohingya, i poveri uiguri [e] gli yazidi”.

La Santa Sede, impegnata nel dialogo con la Cina Popolare, che ha portato allo storico accordo di due anni fa sulla nomina dei vescovi e al suo recente rinnovo, è stata sempre riluttante a pronunciarsi in favore dei musulmani uiguri.

In precedenza, il Papa aveva parlato dei Rohingya fuggiti dal Myanmar e dell’uccisione di yazidi da parte di militanti islamisti in Iraq, ma è la prima volta che la Santa Sede menziona gli uiguri come persone perseguitate.

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