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Scomparso Grytzko Mascioni

Grytzko Mascioni in occasione del conferimento del Premio Schiller, avvenuto a Poschiavo nel 2000

(Keystone)

Ambasciatore di un lirismo mitologico e fortemente impregnato di sopraffina cultura classica, Grytzko Mascioni è stato un importante esponente della cultura fra Svizzera e Italia.

Lo scrittore, poeta e giornalista grigionese si è spento all'età di 67 anni.

Un ambasciatore di cultura nel mondo, estremamente versatile e in bilico perenne sulle realtà di frontiera: è così che il mondo culturale svizzero, e più in particolare svizzero-italiano, ricordano la figura di Grytzko Mascioni, scomparso sembra per problemi di salute.

Un personaggio dalla poliedricità innata: classe 1936, grigionese d'origine e italo-svizzero per vocazione di confine, è stato scrittore, drammaturgo, produttore televisivo, traduttore dai classici, viaggiatore, giornalista.

Tra le sue opere in prosa e in poesia si ricordano «Carta d'autunno», «Puck», «Lo specchio segreto» pubblicati da Mondadori, oppure «Saffo» e «La notte di Apollo» usciti presso Rusconi.

Un uomo di frontiera

«La dimensione più vera di Mascioni si coglieva nella sua internazionalità», ricorda Angelo Maugeri, presidente dell'Associazione degli Scrittori della Svizzera Italiana (ASSI). «Era un ambasciatore, un promotore instancabile di cultura. Portava sempre in sé il segno delle realtà di frontiera e in fondo ha sempre voluto essere un ponte, una figura di collegamento fra mondi diversi».

Un ponte tra Svizzera e Italia, ma anche verso realtà più lontane, come i Balcani. Dal 1992 al 1996 fu direttore dell'Istituto italiano di cultura a Zagabria: in quelle terre martoriate dalla guerra dava il suo contributo alla pace organizzando, per esempio, incontri di scrittori di frontiera di diverse nazionalità.

Lo scopo era quello di conoscersi, ma soprattutto di individuare elementi comuni che potessero aiutare a superare i confini. La passione per la penisola balcanica gli derivava d'altra parte dal profondo interesse per la civiltà greca e, più in generale, per tutte le civiltà affacciate sul Mediterraneo.

Le coste dalmate e istriane rispecchiano questo carattere mediterraneo, con l'aggiunta di un europeismo occidentale derivato dalle successive colonizzazioni veneziana e austriaca.

Convivialità edonistica

«Del mondo greco antico – continua Maugeri – Mascioni aveva preso anche lo spiccato senso dell'amicizia, la disponibilità verso gli altri, la convivialità, la signorilità con cui sapeva gustare i piaceri della vita, secondo una concezione che si potrebbe definire edonistica. Il tutto fuso in un vitalismo che si avverte in molte sue liriche».

Così, oltre a essere un ambasciatore della cultura italiana fuori d'Italia, e di quella svizzero-italiana fuori dalla Svizzera Italiana, Mascioni era anche uno scrittore che con tutte le sue forze andava alla ricerca della felicità.

Riconoscimenti esterni

Questo suo vitalismo però non fu capito in patria, dove lo scrittore, nell'ambito di quegli schieramenti ideologici un po' provinciali, era visto piuttosto come un conservatore contrapposto ai progressisti.

Più che nella Svizzera Italiana, il suo valore è stato riconosciuto a livello nazionale: basti ricordare l'attribuzione nel 2000 del Gran Prix Schiller alla carriera, il più importante premio letterario svizzero, già andato anche a Giorgio Orelli.

Lo stesso poeta Orelli ha qualcosa da ricordare a proposito di Mascioni: «Le trasmissioni sulla mitologia, da lui curate per la Radio Televisione Svizzera di lingua italiana: una serie splendida, addirittura insolita per la qualità del discorso culturale che vi emergeva».

È un altro dei tanti volti dell'artista: entrato alla RTSI nel '61, vi ricoprì diverse cariche importanti, diventando anche produttore e regista. Era quindi considerato uno dei pionieri dell'azienda radiotelevisiva.

swissinfo, Alessandra Zumthor

In breve

Nato il 1° dicembre 1936 a Villa di Tirano, in Valtellina, sulla frontiera con il Grigioni italiano, Grytzko Mascioni ha vissuto a lungo a Milano, quindi a Lugano, Zagabria, Nizza, Dubrovnik.

Lo scrittore è deceduto il 12 settembre all’età di 67 anni. La sua scomparsa è stata resa nota solo lunedì con un annuncio autografo, pubblicato dal Corriere della Sera.

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