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Democrazia diretta in Svizzera

Calcio: contro la Russia una partita ormai “accademica”

Ricardo Cabanas (a sinistra), Elvir Melunovic (al centro) e Remo Meyer esultano dopo la rete dell' 1 a 0 segnata da Melunovic nel match di qualificazione Under 21 contro la Yugoslavia, partita giocata lo scorso 31 agosto a Lucerna Keystone Archive

La nazionale svizzera di calcio affronta sabato pomeriggio a Mosca la compagine nazionale russa in una partita valida per le qualificazioni al Campionato mondiale di calcio 2002 in Corea e Giappone. La partita rappresenta per i rossocrociati la possibilità di riscattare il proprio futuro, a breve termine compromesso dalla mancata qualifica ai mondiali asiatici.

Si pensava che la Russia potesse essere il crocevia per Corea e Giappone: uno “spartiacque” tra la squadra guidata da Hodgson che partecipò ai Mondiali (’94) e agli Europei (’96) e quella del futuro. Si era scelto un condottiero straniero, Enzo Trossero, e il sorteggio non era impossibile.

Ora, quando mancano otto mesi alla cerimonia d’apertura dei Mondiali “con gli occhi a mandorla”, la Svizzera è ospite della Russia già qualificata e quindi il match di sabato (calcio d’inizio alle 16 allo stadio Luzhniki di Mosca) è puramente accademico.

La storia la conoscono tutti: dopo la sciagurata sconfitta interna contro la Slovenia, Trossero se n’è andato e al suo posto è arrivato un allenatore svizzero: quel Köbi Kuhn che ha cercato di dare nuovo entusiasmo. Ma la Svizzera è un “cantiere” aperto e quindi bisognerà lavorare soprattutto in prospettiva dei prossimi Campionati europei, quelli portoghesi del 2004.

E’ in atto un ricambio generazionale e, visti i risultati della Under 21, è forse giunto il momento di dare fiducia a qualche giovane interessante.

Kuhn a Mosca dovrà fare di necessità virtù visto che Türkyilmaz, Wicky, Celestini, Haas e N’Kufo devono marcare visita per infortunio. Se si aggiungono poi gli addi di Henchoz e Chapuisat (dopo la loro esclusione contro la Jugoslavia), la rinuncia di Vogel (diventerà papà nei prossimi giorni?) e il “prestito” di Alex Frei all’Under 21 di Challandes, ecco che il quadro è chiaro.

La Svizzera non ha mai vinto in Russia (nemmeno quando si chiamava ancora URSS): tre partite, due sconfitte ed un pareggio. L’ultimo confronto ha avuto pesanti conseguenze: battuta 4-0 a Mosca il 2 maggio 1985, la nazionale elvetica dovette infatti abbandonare i sogni di qualificazione ai Mondiali 1986.

Giunta giovedì con il primo volo Swissair partito da Zurigo-Kloten dopo il fermo degli aerei in seguito al tracollo di SAirGroup, la squadra si è subito allenata allo stadio della Torpedo di Mosca, una delle pochissime squadre di calcio sovietiche conosciute anche in Occidente già ai tempi del comunismo grazie alle prodezze di Yashin, mitico portiere della fine degli Anni Sessanta, che rivestì anche la magli anumero 1 della selezione URSS.

Categorico Kuhn, che in organico ha quattordici elementi, visto il forfait di Fournier, alle prese con problemi agli adduttori: “Chiederò a Challandes di poter portare in panchina alcuni dei suoi ragazzi dell’Under 21”. Tra i principali “indiziati” a raggiungere la Nazionale maggiore vi sono lo stesso Alex Frei, André Muff e Ricardo Cabanas.

Filippo Frizzi

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