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Riciclaggio: il punto debole rimane il settore parabancario

Keystone

La quantità e la qualità delle comunicazioni su casi sospetti di riciclaggio di denaro è aumentata. Secondo l'Ufficio di polizia resta però ancora un ampio margine di miglioramento nel settore parabancario.

Mentre infuria la polemica nel Dipartimento delle finanze intorno all’organismo di controllo del settore parabancario, l’Ufficio di comunicazione per il riciclaggio di denaro (Money Laundering Reporting Office Switzerland, MROS) ha presentato giovedì il rapporto d’attività 2000, il terzo dall’istituzione di questo organo. L’anno scorso il MROS, ufficio del Dipartimento di giustizia e polizia incaricato di fare da ponte tra il settore finanziario e le autorità penali, ha registrato 311 comunicazioni. Di queste 240, dopo un esame preliminare, sono state trasmesse ai giudici d’istruzione penale, ciò che equivale ad un aumento dell’11%.

Complessivamente rispetto al 1999 l’aumento delle comunicazioni è risultato del 2,6%, un paragone che non tiene però conto delle circostanze particolari che avevano contrassegnato l’attività durante l’anno passato. Il caso “Bank of New York” e la vicenda “Abacha” avevano rappresentato da soli oltre il 10% degli avvisi al MROS. Scartando questi due casi l’aumento per il 2000 ammonterebbe al 17,6%. I cantoni che ospitano le più importanti piazze finanziarie del paese, Zurigo, Ginevra, Ticino, Basilea-città e Berna, sono stati all’origine di circa il 92% delle comunicazioni trasmesse.

In aumento, in particolare, la quota delle comunicazioni provenienti dal settore parabancario, settore che non dispone ancora di un livello di autocontrollo come quello delle banche. La loro parte sul totale è passata dal 14 al 25%. “Oltre alla quantità, un sensibile miglioramento si è riscontrato anche nella qualità delle comunicazioni”, ha sottolineato Judit Voney, responsabile dell’MROS. Se i fiduciari e i gestori patrimoniali hanno dimostrato una maggiore disponibilità, grazie anche al lavoro di prevenzione e di formazione del MROS, le comunicazioni da parte degli avvocati d’affari, degli uffici di cambio e delle assicurazioni rimane invece ancora al di sotto delle aspettative, ha osservato Voney.

Ma nonostante il miglioramento generale nella lotta al riciclaggio “c’è ancora molto da fare”, ha osservato Jean-Luc Vez, direttore dell’Ufficio federale di polizia, senza però voler commentare il funzionamento del sistema di autocontrollo per il settore parabancario gestito dal Dipartimento delle finanze. Per Vez occorre sensibilizzare ulteriormente questi operatori sui loro doveri: “È tempo che applichino la legge”. Se il DFF non brilla per efficienza, nemmeno l’attività del MROS può vantare un bilancio esaltante in termini di risultati: dal 1998 ad oggi nessuna comunicazione trasmessa alle autorità penali è sfociata in una condanna.

Luca Hoderas

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