Svizzera-Albania: firmato accordo di riammissione profughi
L'intesa regola il rientro degli albanesi che devono lasciare la Svizzera ed il transito dei kosovari su territorio albanese.
La consigliera federale Ruth Metzler ed il ministro degli interni albanese Sportak Poçi hanno firmato questo martedì a Berna un accordo di «riammissione» tra i due paesi. Per entrare in vigore l’accordo, che regola tra l’altro il rientro degli albanesi che devono lasciare la Svizzera ed il transito dei kosovari su territorio albanese, deve ora venir approvata dal parlamento albanese.
«L’accordo apre in particolare una nuova via per i rifugiati kosovari che devono lasciare la Svizzera entro il 31 maggio», ha precisato la Metzler. La via diretta non può infatti essere pienamente utilizzata, vista la capacità limitata dell’aeroporto di Pristina.
L’Albania intende inoltre autorizzare il transito individuale sul suo territorio senza chiedere il visto. Altro elemento nuovo: in futuro collaborerà all’organizzazione di una scorta di polizia per l’attraversamento del paese.
Concluso alla fine di gennaio durante la visita della Metzler a Tirana, l’accordo prevede anche l’obbligo per ciascuno dei due Stati di riammettere i propri cittadini. In quest’ambito i due paesi hanno convenuto di collaborare strettamente nell’accertamento della cittadinanza delle persone.
La collaborazione tra l’Ufficio federale dei rifugiati e la rappresentenza albanese a Berna sarà intensificata, ha affermato la direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia. È la prima volta che una cooperazione di questo tipo viene prevista da un accordo di riammissione firmato dalla Svizzera.
Nei suoi colloqui con Spartak Poçi, la ministra di giustizia elvetica ha auspicato anche l’adesione dell’Albania ad un accordo di transito multilaterale. La misura mira a permettere il passaggio anche senza visto sul territorio albanese di cittadini jugoslavi che devono lasciare gli Stati occidentali.
L’intesa concerne Austria, Germania, Svizzera, Italia, Slovenia, Ungheria, Croazia, Bosnia-Erzegovina ed Albania. Il dossier è attualmente nelle mani di Berlino, che ha lanciato l’iniziativa. «Speriamo di giungere ad una conclusione entro la fine di marzo», ha detto la consigliera federale.
Nei colloqui è stata affrontato anche il tema della criminalità, in particolare la cooperazione in materia di polizia, assistenza giudiziaria e lotta al riciclaggio. Ruth Metzler ha offerto il sostegno elvetico alla formazione dei poliziotti albanesi. Aiuto che potrebbe concretizzarsi in corsi in Svizzera o seminari tenuti a Tirana da parte di specialisti di Berna.
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