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Svizzera-Russia, già quasi uno spareggio per il mondiale di calcio

Trossero (foto d'archivio) è convinto che la Svizzera può qualificarsi per il mondiale Keystone

Parte questa sera dall'Hardturm di Zurigo, con una partita contro la Russia, la lunga avventura della nazionale Svizzera di calcio verso la fase finale della Coppa del Mondo 2002, che si svolgerà in Giappone e Corea del sud.

Sarà un’avventura ricca di insidie per diverse ragioni. In primo luogo, la squadra non ha ancora assimilato completamente le filosofie del suo nuovo tecnico, l’argentino Enzo Trossero, chiamato al timone della selezione dopo un triennio piuttosto convulso. La nazionale è alla ricerca di un precisa identità nonostante la presenza di un lotto di giocatori di indubbio valore internazionale. Altra grande incognita, il valore degli avversari che si troverà ad affrontare nel lungo e tortuoso cammino qualificativo verso l’estremo oriente.

Quello della Svizzera può essere considerato come un girone slavo, a parte le “mascotte” Isole FärOër e Lussemburgo che, aldilà delle buone intenzioni e di qualche discreto giocatore, sono destinate ad un ruolo di contorno. Tutte le altre componenti del raggruppamento provengono infatti dall’Europa dell’Est della quale rappresentano importanti realtà.

A partire dalla Russia, nazione calcisticamente dalle grandi tradizioni ma che da qualche anno (in pratica dallo sfascio dell’impero sovietico che ha gettato nel caos anche la struttura sportiva del paese) fatica ad inserirsi in discorsi di vertice. I russi mancano dai principali appuntamenti dal 1996, anno in cui vennero estromessi al primo turno degli Europei d’Inghilterra. Ma è proprio il loro desiderio di rivalsa, unito alla classe cristallina di alcuni di loro (da Mostovoy a Karpin) a rappresentare il maggior pericolo. La partita di stasera rappresenta per le due compagini già quasi una sorta di… spareggio.

Anche perché, Russia e Svizzera dovranno poi fare i conti con la vera, autentica “corazzata” del girone, la Jugoslavia, simbolo per eccellenza di genio e sregolatezza, con i suoi immensi talenti (Milosevic, Mijatovic, Jugovic, Jokanovic…) ma anche con il suo continuo vortice di litigi, incomprensioni, polemiche che impediscono a questo organico di rendere al meglio.

Jugoslavia che affronta le qualificazioni mondiali dopo un avvicendamento tecnico che ha portato al timone della selezione Ilija Petkovic al posto del veterano Vujadin Boskov – “pensionato” dalla federazione dopo la figuraccia rimediata dalla squadra nei quarti di finale europei contro l’Olanda.

Ad inserirsi in questa lotta c’è poi la piccola ma coriacea Slovenia, nazionale che nell’ultimo quadriennio ha saputo conquistare un posto al sole a livello continentale e che, pur senza soverchie ambizioni di qualificazione alla fase finale del mondiale, si annuncia un osso duro per tutti, sia per i “cugini” jugoslavi – contro i quali, c’è da giurarci, le loro energie si centuplicheranno – sia contro russi e svizzeri per i quali le gare contro di loro saranno tutt’altro che delle scampagnate!

Mauro Rossi

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