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Niente tregua per il tonno rosso e l'orso polare

I membri della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate d’estinzione (CITES) hanno respinto le proposte volte ad impedire il commercio internazionale del tonno rosso e dell'orso polare.

Il tonno rosso continuerà ad essere pescato, in base alle quote fissate dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell'Atlantico e dei mari adiacenti (ICCAT). Riuniti in questi giorni a Doha, i rappresentanti dei 175 Stati firmatari della CITES hanno infatti bocciato la proposta d'impedire il commercio internazionale del tonno rosso, minacciato di estinzione.

Questo pesce, la cui carne è molto apprezzata tra l'altro dai consumatori di sushi, si è ridotto del 75% nell'ultimo mezzo secolo. Il Principato di Monaco e l'Unione europea avevano inoltrato due proposte, sostenute anche dalla Svizzera, che miravano a vietare almeno per alcuni anni la pesca del tonno rosso. Giappone, Canada e diversi paesi in via di sviluppo si sono opposti al divieto, adducendo il fatto che il provvedimento avrebbe distrutto le rispettive industrie ittiche.

Niente da fare neppure per l'orso polare: la maggioranza dei membri della CITES ha respinto la proposta di vietare il commercio di questo plantigrado, la cui popolazione è scesa a 20'000 – 25'000 esemplari negli ultimi anni. La sopravvivenza dell'orso bianco è tra l'altro minacciata dai cambiamenti climatici, che hanno ridotto il suo spazio vitale. La delegazione canadese, che ha guidato l'opposizione al progetto di divieto, ha sostenuto che soltanto il 2% degli orsi polari sono vittima ogni anno dei cacciatori, i quali rivendono le pelli, i denti e le ossa.

swissinfo e agenzie

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