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Politica italiana in lutto È morto Marco Pannella

Lo storico leader dei radicali italiani si è spento giovedì in una clinica di Roma, dove era stato ricoverato da poco. Da tempo ammalato di cancro, Pannella, figlio di una cittadina svizzera, aveva appena compiuto 86 anni.



Marco Pannella, a Radio Radicale, nel dicembre del 2012.

Keystone/EPA/MASSIMO PERCOSSI

Marco Pannella, a Radio Radicale, nel dicembre del 2012.

Keystone/EPA/MASSIMO PERCOSSI

(sda-ats)

Tra i più longevi personaggi della scena politica (è stato deputato dal 1976 al 1992), Marco Pannella è stato uno dei protagonisti delle battaglie civili degli anni settanta e della fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica.

La sua azione politica si è sempre contraddistinta per il ricorso alla lotta non violenta. Figlio di una cittadina svizzera, Pannella verrà ricordato per le sue iniziative di impatto anche scenografico: dagli scioperi della fame e della sete, al farsi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico (correva l’anno 1975), alle proteste in catene e bavaglio, ai discorsi di ore ed ore in parlamento per impedire l’approvazione di leggi cui era contrario.

Personaggio sicuramente controverso, Pannella ha però ottenuto risultati politici innegabili, soprattutto considerato il fatto che quello radicale non è mai stato tra i partiti più votati in Italia.

Il primo nel 1973: no al referendum lanciato dalla Chiesa contro la legge che introduceva il divorzio.

Seguirono decine e decine di battaglie. In 40 anni di Pannella lancia 117 referendum, 47 vengono votati, e 35 volte gli italiani danno ragione. I più importanti: abrogazione del finanziamento ai partiti, abrogazione della legge Reale sulle limitazioni personali per motivi di ordine pubblico, no al nucleare, no alla caccia senza limiti.

La conquista più importante di Pannella rimane forse l’approvazione della legge sull’aborto, per cui si batté lungamente e duramente.

Pannella era anche un personaggio pubblico che sapeva usare i media, laico e anticlericale, e spesso provocatore. Molte sue scelte non furono capite, come l'elezione in parlamento del terrorista Toni Negri (che approfittò della libertà per scappare in Francia) o della pornostar Ilona Staller.

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