Ancora polemiche in Vallese sulla prevista Gay Pride di Sion
Il Gay Pride, la sfilata dell'orgoglio omosessuale prevista per il 7 luglio a Sion, sta scaldando gli animi in Vallese. Dopo l'opposizione manifestata dal municipio di Sion e dal vescovo Norbert Brunner, forti critiche giungono ora anche da Romandit, un'associazione vicina agli ambienti cattolici tradizionalisti di Ecône.
Sabato scorso, Romandit ha pubblicato sul quotidiano locale «Nouvelliste» un’inserzione pubblicitaria in cui denunciava in termini virulenti l’omosessualità. L’associazione invitava i lettori a firmare una petizione contro il Gay Pride, accusato di banalizzare «pratiche contro natura».
Romandit denuncia inoltre la scelta della città di Sion, sede episcopale, giudicata «una provocazione». Durante il fine settimana decine di lettori hanno inviato al giornale e-mail di protesta. In un editoriale di lunedì, il caporedattore del giornale vallea, François Dayer, ha risposto che la redazione non è legata al contenuto pubblicitario e non si assume quindi la responsabilità degli eccessi di linguaggio di un’inserzione.
Romandit è un movimento succeduto a Citadelle, l’associazione diretta da Dominique Giroud che aveva fatto parlare di sé per i duri manifesti antiabortisti nel novembre 1997. Dodici dei 15 responsabili della campagna erano stati condannati a multe comprese tra 200 e 800 franchi.
L’opposizione di Romandit al Gay Pride si aggiunge a quella delle autorità politiche e religiose locali. Il 2 febbraio il municipio di Sion aveva invitato gli organizzatori a rinunciare alla sfilata: secondo il sindaco François Mudry, la maggioranza dell’esecutivo ritiene infatti che la popolazione non sia disposta ad accogliere questo genere di manifestazioni. Il municipio aveva però rinunciato ad emanare un divieto.
Il 3 marzo era giunta la dura condanna del vescovo di Sion. In un messaggio a tutte le parrocchie, mons. Norbert Brunner affermava che «dietro una legittima intenzione, e con legittimi argomenti, si gioca un gioco diabolico». «La dignità dell’uomo si oppone a che noi si entri in questo gioco e in molti altri che ci vengono presentati in nome della libertà di pensiero e di coscienza, in nome di un asserito progresso e dell’assoluta certezza che tutto è possibile all’uomo», si leggeva nell’intervento.
In Svizzera il «Gay Pride» si svolge in maniera irregolare. La prima edizione risale al 1979 a Berna mentre nella Svizzera romanda il primo corteo ha avuto luogo a Ginevra nel 1997. Nel 1999 la scelta di organizzare la manifestazione a Friburgo aveva provocato una polemica nel cantone, ma la sfilata si era svolta senza intoppi con la partecipazione di 30 mila persone.
swissinfo e agenzie
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