Gay Pride a Sion: «Un gioco diabolico» secondo il vescovo
La sfilata degli omosessuali non è decisamente ben accolta dalle autorità vallesane. Nel suo tradizionale messaggio per la Quaresima, il vescovo di Sion l'ha definita un «gioco diabolico». Lo scorso mese anche l'esecutivo di Sion aveva invitato gli organizzatori a rinunciare alla manifestazione, in programma il 7 luglio.
Nel messaggio trasmesso a tutte le parrocchie, Monsignor Norbert Brunner afferma che «dietro una legittima intenzione, e con legittimi argomenti, si gioca un gioco diabolico». «La dignità dell’uomo si oppone a che noi si entri in un tale gioco e in molti altri che ci vengono presentati in nome della libertà di pensiero e di coscienza, in nome di un asserito progresso e dell’assoluta certezza che tutto è possibile all’uomo», si legge nel testo.
Secondo il quotidiano vallesano «Le Nouvelliste», una rappresentante del comitato organizzatore ha dichiarato alla radio «Rhône FM» che intende incontrare il vescovo per spiegargli la posizione dei sostenitori della Gay Pride.
Il 2 febbraio l’esecutivo di Sion aveva invitato gli organizzatori a rinunciare alla sfilata dell’orgoglio omosessuale. La maggioranza del municipio ritiene infatti che «la popolazione non sia disposta ad accogliere questo genere di manifestazione», aveva precisato il sindaco François Mudry.
In Svizzera la «Gay Pride» si svolge in maniera irregolare. La prima edizione risale al 1979 a Berna, mentre nella Svizzera romanda il primo corteo si è svolto a Ginevra nel 1997. Nel 1999 la scelta di organizzare la manifestazione a Friburgo, cantone molto cattolico come il Vallese, aveva provocato una polemica, ma la sfilata si era svolta senza intoppi con la partecipazione di 30mila persone.
swissinfo e agenzie
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