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Il Papa è giunto in Svizzera

Giovanni Paolo II accolto a Payerne dal presidente della Confederazione Joseph Deiss Keystone

Arrivato alle 11.30 all’aeroporto militare di Payerne, dove è stato accolto da una delegazione del Consiglio federale, il Pontefice è ripartito alla volta di Berna.

Nella capitale elvetica Giovanni Paolo II incontra oggi i Giovani cattolici svizzeri.

Atterrato a Payerne su un velivolo dell’Alitalia, il Papa è stato ricevuto all’aeroporto da una delegazione del governo svizzero, composta dal presidente della Confederazione Joseph Deiss, dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey e dal ministro della difesa Samuel Schmid.

Visibilmente commosso, Joseph Deiss ha dato il benvenuto del governo svizzero e della popolazione elvetica al Pontefice, la cui visita “rappresenta un grande onore per tutto il paese”.

Il presidente della Confederazione ha poi reso elogio all’impegno del papa per promuovere la pace e la giustizia in tutto il mondo.

Il presidente della Confederazione ha inoltre lodato la politica del Vaticano in difesa dei diritti umani.

Da parte sua, il Pontefice ha ringraziato il presidente della Confederazione per l’accoglienza in occasione della sua terza visita ufficiale in Svizzera.

Giovanni Paolo II ha ricordato l’obbiettivo del suo viaggio, ossia di incontrare i Giovani cattolici svizzeri, riuniti per il loro primo incontro nazionale a Berna.

“Sarà una festa per loro e anche per me”, ha affermato il Papa, che ha letto il suo messaggio in tre lingue e ha rivolto un saluto anche alle altre chiese cristiane in Svizzera.

20 anni di attesa

È dal 1984 che il pontefice non mette piede sul suolo elvetico: una visita fortemente voluta dai vescovi svizzeri, che hanno promosso l’invito alla Santa Sede.

La visita ha portato alla ribalta le divisioni esistenti nella Chiesa Cattolica romana nazionale e lanciato il dibattito sull’effettiva capacità del papa, ormai 84enne, di continuare ad esercitare le proprie funzioni.

Sabato nella grande arena coperta di Berna sono attesi diecimila giovani per il primo raduno nazionale della gioventù cattolica.

Il momento culminante sarà l’apparizione del pontefice, nel corso della cerimonia di apertura.

Numeri destinati a crescere domenica, quando fino a 50mila persone assisteranno alla messa a cielo aperto che il papa celebrerà sul prato dell’Allmend, a pochi passi dalla BernArena.

Lo slogan della due giorni sarà “Alzatevi!”, un appello rivolto alla gioventù cattolica perché scenda in campo per la fede.

Nuovi impulsi

Agnell Rickenmann, segretario generale della Conferenza episcopale svizzera, racconta che l’organizzazione dell’evento è stata un vero rompicapo, ma si dice convinto che le energie spese daranno i loro frutti.

“Siamo molto contenti della visita del Santo Padre”, dice Rickenmann a swissinfo.

“Personalmente ritengo che il cattolicesimo elvetico ne uscirà rafforzato. Ma è importante ricordare che si tratta anzitutto di un incontro destinato ai giovani – il primo di portata nazionale nella storia della Confederazione. E che l’organizzazione è più complicata che in altri paesi, perché nel nostro ci sono quattro lingue ufficiali”.

Così è stato necessario tradurre nelle varie lingue la documentazione ed il materiale promozionale.

Inoltre, gli organizzatori hanno dovuto avere un occhio di riguardo perché gli spettacoli che si svolgeranno sabato sera rappresentassero le varie aree del paese.

Preoccupazioni per la sicurezza

Ma se la logistica di un evento di tali proporzioni è stata un rompicapo per gli organizzatori, per la città di Berna non è stata impresa da meno assicurarne la sicurezza.

Secondo gli Stati Uniti, il papa, sopravvissuto ad un attentato nel 1981, resta un “possibile” target di attacchi terroristici.

La polizia dovrà inoltre garantire l’incolumità delle decine di migliaia di persone che parteciperanno all’evento.

“Si tratta di una sfida enorme”, racconta Peter Theilkäs del Dipartimento di polizia cittadino, il principale responsabile della sicurezza nei due giorni della visita papale.

Theilkäs ha informato i media sui numeri di quella che sarà una delle più grandi operazioni di polizia mai viste nella Confederazione: ci saranno oltre mille fra agenti e tiratori scelti, oltre ai membri del corpo speciale anti-terrorismo e al personale sanitario.

Per tutta la durata della visita, il traffico aereo sulla capitale federale sarà rigorosamente chiuso ai velivoli privati.

Tensioni

La notizia dell’arrivo del fragile pontefice non ha suscitato solo compiacimento nella Confederazione.

A metà maggio, un gruppo di 40 teologi della Svizzera tedesca aveva pubblicato una lettera aperta chiedendo al Pontefice di ritirarsi.

Inoltre, un recente sondaggio ha indicato che il 74 per cento degli svizzeri ritiene che per Giovanni Paolo II sia effettivamente venuto il momento di farsi da parte.

Infine la Federazione delle Chiese protestanti ha deciso di declinare l’invito a partecipare alla messa.

Un portavoce ha precisato che l’evento non sarà davvero ecumenico, visto che i non cattolici non potranno partecipare alla Comunione.

Rickenmann ammette che, mentre i vescovi e la gioventù cattolica sono rimasti entusiasti quando il papa ha annunciato di accettare l’invito, “non tutti hanno lo stesso attaccamento per il Santo Padre”.

E d’altronde, aggiunge: “ci sono evidentemente anche sacerdoti critici nei suoi confronti. Ma continuo a credere che prevalga un sentimento molto positivo”.

Nuovi rapporti diplomatici

La visita del Papa avviene sullo sfondo anche di un importante cambiamento, perlomeno formale, nei rapporti diplomatici tra la Svizzera e il Vaticano.

La Confederazione ha infatti annunciato recentemente la nomina di un ambasciatore straordinario e plenipotenziario alla Santa Sede. Fino ad l’ambasciatore della Svizzera presso la Santa Sede era definito dal governo elvetico “in missione speciale”

Sabato, al momento dell’arrivo del Pontefice in Svizzera, il Consiglio federale ha annunciato anche il nome del nuovo ambasciatore plenipotenziario in Svizzera. Sarà Hansrudolf Hoffman,l’attuale ambasciatore in “missione speciale”, ad assumere il nuovo incarico.

Da parte sua, la Santa Sede è rappresentata in Svizzera da un Nunzio apostolico.

swissinfo, Morven McLean
(traduzione: Serena Tinari)

Il programma della visita del papa:

sabato 5 giugno: incontro dei giovani cattolici.

mattino presto: arrivo dei partecipanti a Berna.

dalle 11.00: raduno nei quattro punti di raccolta e partenza della Marcia verso la BernArena.

16.00: Arrivo all’Arena e concerto di musica hip hop, rap e latina con una band cristiana.

17.00: cerimonia di apertura con coreografie, canti e proiezione di video-clip.

18.15 circa: il papa si rivolgerà ai giovani.

dalle 19.30: Festa dei giovani, con cena e workshop.

22.30: Musical “Streetlight”, con il gruppo Genrosso.


domenica 6 giugno: messa a cielo aperto.


dalle 6.30: colazione.

ore 7.00: si aprono i cancelli del prato dell’Allmend per la messa.

dalle 8.00: preghiere nella BernArena.

ore 10.00: servizio religioso e messa con il papa (aperta a tutti).

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