Il suono delle campane per ricordare la violenza in Medioriente
Le campane di numerose chiese hanno suonato all'unisono sabato pomeriggio in varie città svizzere in ricordo degli oltre 300 morti causati dagli scontri tra esercito israeliano e palestinesi negli ultimi mesi.
L’azione è stata promossa da Amnesty International in collaborazione con le tre maggiori confessioni svizzere in ricordo di tutti quei giovani e bambini «che a causa dell’uso sproporzionato di munizione da guerra da parte dell’esercito israeliano sono rimasti uccise negli scontri».
Le comunità cristiane in Svizzera hanno risposto molto bene all’invito di Amnesty. Fra le decine di esempi, segnaliamo quelli di Basilea città, dove tutte le parrocchie cattoliche hanno partecipato; a Lucerna hanno aderito tutte le chiese riformate, così come la comunità protestante della Cattedrale di Losanna.
Amnesty International, ha indicato una nota diramata sabato dall’organizzazione umanitaria, non si schiera al fianco di nessuno ma condanna ogni violazione dei diritti umani.
Le parti in conflitto, afferma il documento, devono porre fine alle uccisioni e agli scontri. Senza il rispetto dei diritti umani nei territori occupati, nei territori sotto controllo palestinese e in Israele non vi sarà pace né sicurezza nella regione.
swissinfo e agenzie
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