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Maltempo: i primi abitanti di Gondo possono tornare a casa

Una veduta della torre Stockhalper a Gondo, parzialmente distrutta dalla massa di fango ed acqua abbattutasi sul villaggio vallesano Keystone

Gli abitanti dei comuni vallesani di Gondo e Baltschieder possono tornare alle loro abitazioni. Dopo un attento esame della situazione, la polizia cantonale ha autorizzato venerdì sera il rientro nelle case che non hanno subito danni per il maltempo.

«Nel terreno di Gondo non abbiamo più registrato movimenti sospetti e la quantità di acqua nel suolo è tornata alla normalità», ha indicato il geologo cantonale Jean-Daniel Rouiller. Anche a Baltschieder non vi sono più pericoli, ha aggiunto.

Intanto sono proseguite per tutta la giornata di venerdì le ricerche per ritrovare le quattro persone disperse a Gondo. In totale, il maltempo nel Vallese ha causato undici morti, di cui nove a Gondo. Cinque persone mancano ancora all’appello.

Da venerdì mattina è stato intanto riaperto il traforo del Gran San Bernardo. Il traffico si svolge però solo verso la Svizzera, mentre è vietato in ingresso in Italia, salvo per i residenti della Valle d’Aosta.

Il provvedimento è stato assunto per evitare di sovraccaricare il traffico sulle strade della Valle d’Aosta, disastrate dall’alluvione e intasate dai mezzi di soccorso. Il traforo era stato chiuso giovedì sera perché sul raccordo tra la statale 26 ed il traforo incombe una frana.

Una funzione religiosa in memoria delle vittime del maltempo della scorsa settimana in Vallese si terrà domenica nella chiesa parrocchiale di Briga. Sabato verrà invece celebrata una messa a Domodossola, in Italia.

Norbert Brunner, vescovo di Sion, invita «tutti i sacerdoti e i credenti» a partecipare alla cerimonia di Briga e a dare prova di generosità nelle donazioni in favore delle vittime, indica una nota diffusa alla stampa venerdì. Il denaro verrà distribuito alle persone che non riceveranno alcun sostegno da parte delle associazioni assistenziali.

Sabato è prevista una messa nella Collegiata di Domodossola in memoria delle vittime di Gondo, ma anche di tutte le persone che hanno perso la vita in Vallese e in Nord Italia, ha indicato il parroco don Gian Tabarini.

In Ticino la situazione si sta normalizzando. L’85 per cento delle strade sono state riaperte. Sono però ancora 1400 gli sfollati. Il rientro nelle loro abitazioni non è previsto prima di domenica.

swissinfo e agenzie

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