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Torna il sorriso alla borsa svizzera, è ai massimi da giugno

Era da tempo che l'SMI non saliva a tali livelli. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats

(Keystone-ATS) Il rallentamento dell’inflazione negli Stati Uniti sta facendo tornare il sorriso sui mercati finanziari: a Zurigo l’indice SMI ha toccato in mattinata 11’252 punti, un livello che non si registrava dallo scorso mese di giugno.

L’indicatore è poi però un po’ sceso, stabilizzandosi su una progressione di circa lo 0,6% rispetto a ieri. La borsa elvetica, che come gli altri mercati ha duramente sofferto negli ultimi mesi, ha finora messo a segno questa settimana tre rialzi consecutivi.

A favorire dappertutto i corsi è l’inaspettato e significativo indebolimento dell’inflazione negli Stati Uniti nel mese di ottobre. Ciò ha innescato – soprattutto per i valori tecnologici – un vero e proprio “short squeeze”, la situazione che si verifica quando gli operatori che avevano scommesso sul calo dei prezzi sono costretti a chiudere le loro posizioni ribassiste, comprando i titoli per evitare perdite ancora maggiori. Non pochi esperti sono però convinti che la ripresa non sia duratura.

A livello di singoli titoli oggi si sta mettendo in luce Richemont (+12,4% alle 10.30), che è arrivata a guadagnare in apertura oltre il 20% sulla scia di un risultato semestrale (per l’esercizio 2022/2023, terminato a fine settembre) assai migliore del previsto. In forte crescita sono anche Alcon (+3,3%), UBS (+3,2%) e Credit Suisse (+1,9%).

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