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TPF: 18 mesi per tubi-bomba su ex posto di lavoro a Zurigo

(Keystone-ATS) Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha condannato oggi a 18 mesi di carcere con la condizionale per tre anni un 49enne accusato di aver depositato nel giugno 2013 due tubi-bomba davanti alla sede di una ditta di Zurigo-Seebach che l’aveva licenziato. Uno degli ordigni artigianali era scoppiato, ma senza ferire nessuno né causare danni.

Il processo si era aperto lo scorso 4 giugno ma era stato sospeso il giorno dopo a tempo indeterminato per motivi organizzativi. La corte aveva giudicato necessario richiedere l’estratto del casellario giudiziale allestito in Belgio, paese dove l’imputato, un ex autista di camion residente da una quindicina d’anni nel canton Zurigo, è cresciuto. L’imputato ha scontato 149 giorni di detenzione preventiva, che verranno dedotti dalla pena. Il tribunale gli ha anche accollato circa 60’000 franchi di spese d’avvocato e di procedura.

Gli attentati erano diretti contro il suo ex capo, aveva dichiarato in aula l’imputato, aggiungendo di averlo voluto soltanto spaventare, senza causargli alcun “danno fisico”. “È stata la più grossa stupidaggine della mia vita”, aveva aggiunto l’uomo, accusato di tentato uso delittuoso di materie esplosive o gas velenosi e tentata esplosione.

Una perizia psichiatrica ha attestato all’imputato disturbi paranoici. L’uomo era convinto che il suo superiore voleva fare di lui un criminale. Dopo il licenziamento tutta la sua vita è stata condizionata dal desiderio di vendetta. L’imputato ha finora rifiutato di seguire una terapia.

Il TPF non ha riconosciuto al 49enne una diminuita responsabilità, considerata la dettagliata pianificazione e la meticolosa preparazione dell’atto. A causa dei suoi problemi psichici dovrà comunque seguire una psicoterapia durante i tre anni di condizionale.

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