TPF: caso Karimova, multa di 3 milioni a banca Lombard Odier
Il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato la banca privata ginevrina Lombard Odier a una multa di tre milioni di franchi nel caso legato a Gulnara Karimova per non aver adottato misure organizzative sufficienti a prevenire il riciclaggio di denaro.
(Keystone-ATS) Un ex gestore patrimoniale dell’istituto è stato inoltre riconosciuto colpevole di riciclaggio di denaro aggravato e condannato a una pena detentiva sospesa di 24 mesi.
Lo scorso aprile il TPF aveva già archiviato il procedimento nei confronti della figlia dell’ex presidente uzbeko Islom Karimov, deceduto dieci anni fa, a causa di un impedimento procedurale duraturo. Come reso noto oggi dal tribunale, il procedimento è stato archiviato anche nei confronti di uno stretto collaboratore di Karimova.
Il tribunale ha ritenuto che la donna non potesse essere processata in sua assenza. La 54enne, principale imputata nel processo, sta infatti scontando nel suo Paese una pena detentiva fino al dicembre 2028. Le autorità uzbeke non le hanno consentito di lasciare il territorio prima del termine dell’espiazione della pena. Il tribunale ha rilevato che non vi sono prospettive di una sua liberazione o estradizione prima della prescrizione dei reati che le venivano contestati dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
Anche il procedimento a carico del coimputato, in esilio in Russia e considerato il “braccio destro” di Karimova, è stato archiviato. L’uomo – nei cui confronti sono stati emessi mandati di arresto internazionali – è stato ritenuto impossibilitato a recarsi in Svizzera per ragioni indipendenti dalla sua volontà.
Organizzazione criminale
Secondo il tribunale, società straniere di telecomunicazioni attive in Uzbekistan versavano tangenti per assicurarsi il favore di Karimova e ottenere l’accesso al mercato del Paese. Il denaro veniva poi trasferito attraverso complesse operazioni finanziarie su conti intestati all’organizzazione criminale denominata “Office”, tra cui quelli aperti presso Lombard Odier a Ginevra.
La 54enne – un tempo ambasciatrice dell’Uzbekistan all’ONU a Ginevra – era accusata di riciclaggio di denaro, amministrazione infedele, corruzione e di essere a capo dell’organizzazione. Il suo ex braccio destro avrebbe dovuto rispondere in particolare di riciclaggio di denaro aggravato, corruzione e falsità in documenti.
Secondo il MPC, l’ammontare dei fondi versati su tali conti e successivamente trasferiti per occultarne l’origine criminale ammontava a centinaia di milioni di euro e dollari.
Le accuse alla banca
Secondo il TPF, l’ex consulente della banca, responsabile della gestione dei conti legati a Karimova, si sarebbe limitato a verifiche superficiali nonostante gli indizi di corruzione. In particolare, non avrebbe chiarito l’origine e la finalità dei fondi, relativi ad accrediti per oltre 120 milioni di dollari (98,1 milioni di franchi al cambio attuale) e ad addebiti superiori a 20 milioni di dollari.
La banca è stata ritenuta penalmente responsabile per non avere adottato tutte le misure organizzative necessarie e ragionevolmente esigibili per impedire i reati di riciclaggio commessi dal proprio dipendente. Anche nei confronti dell’istituto, secondo i giudici, vi erano elementi che avrebbero dovuto indurre ad approfondire i sospetti di corruzione.
Nel determinare la pena, il tribunale ha tenuto conto del lungo periodo trascorso dai fatti, risalenti al 2011 e al 2012. I reati commessi prima del 27 luglio 2011 sono stati dichiarati prescritti.
Procedimento costato 2,3 milioni
La Corte ha inoltre ordinato la confisca di oltre 400 milioni di franchi, attribuiti al riciclaggio da parte dell’organizzazione “Office”. I giudici hanno ritenuto che suddetta organizzazione incassava fondi provenienti da operazioni illecite e di corruzione.
Il procedimento penale nei confronti di Karimova e degli altri imputati è costato complessivamente circa 2,3 milioni di franchi. Di questi, 500’000 franchi sono posti a carico della 54enne e saranno coperti con i beni sequestrati. La stessa modalità sarà applicata anche agli onorari dei suoi legali, pari a quasi 1,1 milioni di franchi.
In una presa di posizione rilasciata oggi all’agenzia Keystone-ATS, la banca Lombard Odier ha annunciato la propria volontà di fare ricorso e impugnerà la sentenza in appello. L’istituto sostiene che all’epoca dei fatti disponeva già di solidi controlli interni e di efficaci procedure antiriciclaggio e ricorda di essere stata essa stessa a segnalare il caso all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), dando avvio all’inchiesta.
(Sentenza SK.2023.42 del 27.07.2026)