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Giornata interamente negativa, per la Borsa svizzera, in scia alle preoccupazione per la situazione in Medio Oriente e in Nordafrica e al rialzo dei prezzi del petrolio. Nel pomeriggio gli indici hanno perlomeno recuperato un po' terreno grazie all'andamento positivo di Wall Street. L'SMI ha chiuso in calo dello 0,41% a 6'592.07 punti, l'SPI dello 0,65% a 5'923.29 punti.

Tra le blue chip hanno terminato in forte calo Swiss Re (-1,86% a 55.50 franchi), SGS (-1,35% a 1'607 franchi), Roche (-1,29% a 138 franchi, nonostante l'omologazione dell'Avastin per il cancro al seno da parte dell'UE, Actelion (-1,17% a 50,50 franchi) e Synthes (-1,03% a 125,30 franchi).

Swiss Re ha invece fatto sapere che il terremoto che ha colpito la città neozelandese di Christchurch il 22 febbraio peserà molto sui conti: gli oneri a suo carico causati dal sisma sono valutati a circa 800 milioni di dollari.

Tra i bancari, netto rialzo per Julius Bär (+1,04% a 41,77 franchi); bene anche UBS (+0,88% a 18,25 franchi) mentre Credit Suisse ha perso lo 0,71% a 42,15. Chiusura positiva anche per Richemont (+0,28% a 54,10 franchi) e Lonza (+0,13% a 78,40 franchi). Quanto a gli altri due pesi massimi difensivi - oltre a Roche -, Nestlé è scesa dello 0,19% a 52,60 franchi, Novartis dello 0,28% a 52,95 franchi. Invariata a 410,50 franchi Swisscom.

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SDA-ATS