Ucraina: Kiev, oggi niente corridoi, per motivi sicurezza
(Keystone-ATS) Nessun corridoio umanitario oggi in Ucraina per motivi di pubblica sicurezza. La Croce Rossa non è quindi ancora in grado di far entrare alcun aiuto nella città assediata di Mariupol poiché richiede che Russia e Ucraina garantiscano un passaggio sicuro.
La vice prima ministra Iryna Vereshcuk avverte su Telegram: la nostra intelligence ha riportato possibili provocazioni da parte degli occupanti sulle rotte dei corridoi umanitari. Pertanto – afferma -, per motivi di pubblica sicurezza, oggi non apriamo corridoi umanitari”.
Dal canto suo, il portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) Matt Morris ha detto alla BBC che “le parti devono essere i garanti e avere un accordo per permettere un passaggio sicuro per gli aiuti umanitari. Devono pubblicizzare il percorso e lasciare molto tempo alle persone per uscire”.”Non abbiamo una squadra attualmente in grado di accedere”, ha spiegato. Il diritto umanitario internazionale, ha aggiunto, “richiede che le persone siano autorizzate ad andarsene, ma che non siano costrette a farlo”. Molti residenti di Mariupol si sono rifugiati nelle cantine da settimane e sono ora a corto di cibo, acqua e medicine.
Intanto Liudmyla Denisova, responsabile per i diritti umani del Parlamento ucraino, ha reso noto su Telegram che il bilancio dei bambini uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa è aumentato a 143 (ieri 139) e i mabini feriti sono adesso 216.
Sul terreno nelle ultime 24 ore non c’è stata “alcuna modifica significativa” nella disposizione delle forze russe nell’Ucraina occupata, secondo quanto fa sapere il ministero della Difesa britannico nel bollettino quotidiano dell’intelligence sulla situazione. “La Russia ha guadagnato gran parte del terreno nel sud, nelle vicinanze di Mariupol, dove continuano pesanti combattimenti mentre cerca di conquistare il porto”. “Alle attuali carenze logistiche si è aggiunta una continua mancanza di slancio e di morale tra le truppe russe, oltre ai pesanti combattimenti da parte degli ucraini”, si legge ancora nel messaggio pubblicato sul Twitter.
Da Marupol, i media ucriani riportano che il campione del mondo di kickboxing, Maksym Kagal, è morto in battaglia. Faceva parte delle forze speciali di Azov.
Sul campo le operazioni di guerra proseguono comunque senza sosta. Le truppe russe, secondo il capo dell’amministrazione militare regionale di Luhansk, Serhiy Haidai su Telegram, avrebbero attaccato stamattina la città di Rubizhne, nella regione di Lugansk. E ci sarebbero “almeno un morto e un ferito”. Il ministero della Difesa russo mostra un video, ripreso da Interfax, in cui si vedono veicoli blindati delle Forze aviotrasportate in movimento nella regione di Kiev che “hanno attraversato un fiume, rilevato e abbattuto un drone ostile sulla loro strada”. Il video mostra un convoglio di veicoli corazzati russi che si muove lungo la strada E95, dopo aver lasciato Zalissya, a circa 40 km da Kiev. Anche secondo le forze armate ucraine, le truppe russe “stanno tentando di avanzare su Kiev da nord-ovest e da est, conquistando strade e villaggi vicini”. Ma le Forze armate ucraine su Fb, citate dal Kyiv Independent, affermano che “per il momento gli attacchi delle forze russe vengono frenati dall’esercito ucraino”.
Sui social gira, poi, un video, citato dalla CNN, in cui si vedono soldati ucraini sparare alle gambe ai prigionieri russi, ma su questo Kiev fa sapere di voler “aprire un’inchiesta” perché “se fosse vero sarebbe un comportamento assolutamente inaccettabile”.
Sul fronte economico intanto Gazprom avverte che il transito di gas verso l’Europa attraverso l’Ucraina “procede normalmente”, secondo quanto riporta Bloomberg, evidenziando che “il transito attraverso il territorio ucraino prosegue regolarmente a 109,5 milioni di metri cubi al giorno”.
La Borsa di Mosca avvia la seduta in calo nel giorno in cui tornano alle contrattazioni tutti i titoli azionari. L’indice Moex cede il 2,4% e l’indice in dollari perde l’1,5%. Sul fronte valutario il rublo tiene e viene scambiato a 94 sul dollaro, ma ben lontano dai 75 del periodo antecedente alla guerra in Ucraina. E registrano un calo anche le Borse asiatiche che chiudono quasi tutte con il segno negativo (Tokyo -0,73%). In rialzo, invece, in apertura, le Borse europee con il prezzo del petrolio e del gas in calo, mentre i future di Wall Street proseguono in terreno negativo.
La Repubblica Ceca è l’ultima in Europa ad annunciare di applicare le sanzioni disposte dall’Ue contro gli oligarchi russi. E l’Heineken, l’azienda olandese produttrice di birra, annuncia l’intenzione, così come molti altri marchi europei prima di lei, di voler lasciare la Russia tutelando però i 1800 dipendenti almeno per tutto il 2022.