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Ucraina: politici svizzeri condannano invasione russa dell’Ucraina

Una foto scattata dopo un lancio di un missile russo vicino a Mariupol, nel sud-est dell'Ucraina KEYSTONE/AP/Sergei Grits sda-ats

(Keystone-ATS) Non si sono fatte attendere le reazioni di condanna da parte dei politici svizzeri all’attacco russo all’Ucraina. È “una giornata nera per l’Europa”, si afferma tra le altre cose nei vari messaggi su twitter.

Il presidente dei Verdi Balthasar Glättli non usa mezzi termini per denunciare l’invasione russa: “La guerra di Putin contro l’Ucraina è una palese violazione del diritto internazionale. Porta morte e miseria a coloro che ne sono colpiti”. “Ora anche la Svizzera deve prendere sanzioni diplomatiche ed economiche”, ha aggiunto il consigliere nazionale zurighese.

A sua volta, il co-presidente del Partito socialista Cédric Wermuth ha invitato la Svizzera “a chiedere la fine immediata della guerra e dell’aggressione russa”. “Non c’è giustificazione per questa guerra. Sono profondamente scioccato”, ha dichiarato il consigliere nazionale argoviese. Secondo Wermuth, “essere neutrali non significa rimanere in silenzio. Ma difendere incondizionatamente la pace, i diritti umani e il diritto internazionale. È ciò che deve fare il governo ora”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dei Verdi liberali Jürg Grossen: “Condanniamo con la massima fermezza l’attacco ingiustificato della Russia all’Ucraina. La Svizzera deve associarsi alle sanzioni dell’UE ed evitare di essere usata per aggirarle”. Il consigliere nazionale bernese ha poi aggiunto: “Il nostro pensiero va al popolo ucraino al quale esprimiamo la nostra solidarietà”.

Dal canto suo, il presidente dell’Alleanza del Centro Gerhard Pfister ha ritwittato per l’occasione un messaggio dell’ex cancelliere tedesco e ora presidente (chairman) della compagnia petrolifera russa Rosneft, Gerhard Schröder: “Putin è un democratico impeccabile”. Il consigliere nazionale zughese ha voluto sottolineare come nei giorni scorsi più volte Schröder si sia espresso a favore della Russia sul dossier ucraino.

Anche la presidente del Consiglio nazionale Irène Kälin (Verdi/AG) ha espresso il suo sbigottimento di fronte all’attacco russo: “Che giornata nera”. Poi, in un messaggio congiunto assieme al presidente del Consiglio degli Stati Thomas Hefti (PLR/GL), si è detta “molto preoccupata per il popolo ucraino” e ha condannato “l’invasione russa quale violazione del diritto internazionale”, si legge sul sito del Parlamento.

Unica voce fuori dal coro quella del presidente della Commissione della politica estera del Nazionale, Franz Grüter (UDC/LU). Quest’ultimo, sul portale d’informazioni 20 Minuten, ha esortato la Confederazione a rimanere fedele al suo ruolo di mediatrice neutrale. “In questo modo, la Svizzera può contribuire maggiormente alla costruzione della pace”. Per il consigliere nazionale lucernese le sanzioni non sono quindi un’opzione, poiché a suo avviso queste non contribuirebbero a un allentamento del conflitto, ma violerebbero la neutralità svizzera e, spesso, sono indirizzate alle persone sbagliate.

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