Una persona su sette a rischio povertà in Svizzera nel 2011
(Keystone-ATS) Il 12,8% della popolazione svizzera nel 2011 viveva in un nucleo famigliare che affermava di fare fatica ad arrivare alla fine del mese, il 18,7% in un’economia domestica che non aveva le risorse per far fronte a una spesa imprevista di 2000 franchi. È quanto risulta dall’indagine sui redditi e condizioni di vita effettuata dall’Ufficio federale di statistica (UST).
In una nota, l’UST osserva che quasi una persona su sette (14,1%) era esposta al rischio di povertà. A titolo indicativo, sono considerate a rischio di povertà le persone sole con un reddito disponibile mensile inferiore ai 2400 franchi o le famiglie che comprendono due adulti e due figli di meno di 14 anni con un reddito disponibile – ossia dedotte le spese obbligatorie quali contributi alle assicurazioni sociali, imposte, premi casse malattia – inferiore a 5100 franchi al mese.
La situazione finanziaria è determinante nella valutazione della propria qualità di vita, osserva l’UST. Un reddito elevato aumenta il livello di soddisfazione in numerosi ambiti. Tra le persone che vivono in un’economia domestica che riscontra difficoltà ad arrivare alla fine del mese, solo la metà (50,9%) si dichiara molto soddisfatta della propria vita in generale, contro l’84,5% delle persone senza difficoltà economiche.
Tra le fasce meno soddisfatte figurano più frequentemente persone con un livello di formazione basso, stranieri e famiglie monoparentali. Fra i più abbienti a parità di situazione finanziaria la differenza relativa al grado di soddisfazione a dipendenza del livello di formazione e della nazionalità è minima, afferma l’UST.
Per quanto riguarda la valutazione dello stato di salute, i più giovani (18-24 anni) si confermano i più soddisfatti indipendentemente dal livello del reddito. Per chi ha oltrepassato i 50 anni il reddito ha un effetto positivo determinante sulla soddisfazione del proprio stato di salute, scrive l’UST. Solo il 52% dei meno abbienti di 50-64 anni dichiara di essere soddisfatto da tale punto di vista, contro il 75% della stessa fascia di età più benestante.