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UST: “difficoltà finanziarie anche nel ceto medio”

bambino in braccio al papà
La classe media svizzera a due velocità. Keystone-SDA

In Svizzera la classe media non è affatto un blocco omogeneo: ne fa parte anche chi non è in grado di affrontare un'uscita imprevista di alcune migliaia di franchi e chi spende per l'alloggio una parte considerevole del suo reddito.

(Keystone-ATS) E quanto emerge da un’indagine dell’Ufficio federale di statistica (UST).

“Le difficoltà finanziarie si delineano anche nel ceto medio”, riassumono i funzionari di Neuchâtel, in un comunicato odierno. Di questa categoria fa parte il 55% della popolazione, un dato rimasto sostanzialmente stabile fra il 1998 e il 2023. Secondo la definizione dell’UST si parla di persone singole con un reddito lordo mensile compreso tra 4228 e 9061 franchi o di coppie con due figli di meno di 14 anni con entrate dell’economia domestica comprese tra 8880 e 19’028 franchi.

Ma sotto questa etichetta si nascondono realtà molto differenti e sono le spese abitative a segnare il primo grande divario. Nel 2024, l’11% delle persone della fascia inferiore del ceto medio doveva sostenere costi per l’alloggio superiori al 40% del reddito disponibile. Nella fascia superiore la quota è invece solo del 4%.

Le difficoltà finanziarie emergono con chiarezza nella parte bassa della classe media. Il 25% delle economie domestiche della fascia inferiore non è in grado di far fronte a una spesa imprevista di 2500 franchi, contro appena l’11% della fascia superiore. Inoltre, il 14% della fascia inferiore dichiara che è stato difficile o molto difficile arrivare a fine mese, mentre nella fascia superiore la percentuale scende al 6%.

Per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti di fatture (imposte, premi di cassa malati, affitto, spese ricorrenti, interessi ipotecari, rimborsi di crediti), la distanza si riduce: il 9% della fascia inferiore ha accumulato almeno due tipi di arretrati nell’ultimo anno, contro il 7% di quella superiore, una differenza che l’UST considera non significativa.

Il divario si allarga però di nuovo sulle vacanze: l’11% della fascia inferiore del ceto medio ha rinunciato a viaggiare per motivi finanziari, mentre nella fascia superiore ciò è capitato solo al 3%. Non sorprende, infine, che la soddisfazione per la propria situazione finanziaria sia molto più bassa tra i redditi medio-inferiori: l’11% di loro si dichiara (piuttosto) insoddisfatto, contro il 4% della fascia superiore.

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