Camion sulla A2: perplessità per la proposta di apertura notturna del valico di Chiasso
Fa discutere la proposta di apertura notturna della dogana di Chiasso per il transito di autocarri avanzata dalla task force sul traffico istituita da Berna. Perplessità sono state espresse da parte italiana e ora gli esperti svizzeri mettono le mani avanti.
Devono ancora «essere valutati in modo approfondito diversi aspetti», prima che venga presa una decisione definitiva sulla proposta della task force «Camion in transito» di tenere aperta ininterrottamente la dogana merci di Chiasso in direzione sud dalle ore 05:00 di mercoledì prossimo fino alle 22:00 di sabato. Lo indica venerdì in un comunicato la stessa task force.
La competenza della decisione spetterà quasi sicuramente al Dipartimento federale dei trasporti (DATEC) e non al Consiglio federale come invece indicato nel comunicato, ha precisato il portavoce Hugo Schittenhelm all’ats. È anche molto probabile che la proposta non venga avallata «tale e quale», ha aggiunto il portavoce del DATEC.
Attualmente sono in corso «contatti a diversi livelli»: la situazione è «complicata», ha dichiarato Schittenhelm, che non è stato in grado di dire se siano stati presi contatti anche a livello ministeriale con Roma. Secondo l’addetto stampa del Dipartimento federale delle finanze (DFF) Dieter Leutwyler, non è necessario un intervento di Berna presso Roma: la questione può essere concordata fra i responsabili doganali dei due Paesi.
Della questione dell’apertura notturna si sta occupando direttamente l’Amministrazione federale delle dogane, non il Dipartimento, ha affermato Leutwyler. Egli ha quindi spiegato che la competenza della decisione è stata accordata al DATEC poiché «il problema più grosso è la circolazione notturna dei camion sulle strade svizzere, non l’apertura ininterrotta della dogana di Chiasso».
I responsabili della dogana di Chiasso sono stati ufficialmente informati venerdì, ha dichiarato Hugo Schittenhelm. Sia da parte svizzera sia da parte italiana, alla dogana di Chiasso la notizia era rimbalzata giovedì sera dalla televisione. Sul posto non si è perso tempo: in attesa di ricevere ragguagli da Berna, questa mattina c’è già stato un primo incontro informale di tipo esplorativo. «Abbiamo preso contatto stamane con i colleghi italiani per metterli al corrente» della proposta ed avere qualche riscontro sulla loro disponibilità, ha indicato all’ats il direttore del IV Circondario doganale Fiorenzo Falconi.
La proposta ha immediatamente sollevato interrogativi sulle reali possibilità di attuazione. Impossibile venerdì raggiungere il direttore della dogana italiana Antonino Di Fede, assente tutto il giorno. I suoi collaboratori hanno tuttavia espresso qualche perplessità sulla fattibilità del progetto.
Per applicare tale provvedimento, occorre trovare personale supplementare e ciò non è facile proprio in un periodo in cui diversi funzionari hanno chiesto le ferie, si osserva. L’impiego delle risorse umane viene pianificato in anticipo: non è evidente gestire un grosso cambiamento in tempi così brevi, si fa notare.
Questo problema dovrebbe invece essere superato da parte elvetica: secondo Falconi, si riuscirà a disporre degli effettivi supplementari necessari. I doganieri di Chiasso si stanno preparando «mentalmente» a fare gli straordinari.
Altra obiezione sollevata da parte italiana: la reciprocità. La Svizzera non può chiedere all’Italia un’apertura continua 24 ore su 24 per il traffico pesante in direzione sud e poi chiudere la propria dogana fra le 22:00 e le 05:00 ai camion diretti a nord. Così si creerebbe uno scompenso, si sottolinea. Secondo i doganieri italiani, inoltre. il provvedimento per decongestionare le strade ticinesi provocherebbe un «super intasamento» di quelle della vicina Repubblica.
Da parte italiana si ricorda peraltro che il divieto di circolazione notturna dei mezzi pesanti è imposto proprio dalla Svizzera, mentre nei Paesi dell’Unione europea è autorizzato. Berna non può dunque pretendere di cambiare unilateralmente le regole in modo improvviso, secondo i suoi bisogni. E di revocare definitivamente il divieto di circolazione notturna per i tir Berna non ne vuol sentir parlare, ha ammesso il vicedirettoredell’Ufficio federale delle strade Michel Egger.
Del resto anche l’organizzazione dei camionisti svizzeri (Les Routiers Suisses) si oppone alla revoca. Come misura d’emergenza per Pasqua, la proposta è stata accettata, seppure «a denti stretti», ha dichiarato il segretario generale dell’associazione David Piras. «Per noi non è però una soluzione, bensì il minore dei mali», ha aggiunto.
swissinfo e agenzie
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