Lotta al contrabbando: perquisizioni in Ticino e nel Canton Vaud
Nuovo duro colpo al contrabbando internazionale di sigarette. Lunedì, il Tribunale di Bari ha spiccato 17 ordinanze di custodia cautelare. Nel mirino degli inquirenti pugliesi sono finiti anche uno svizzero e tre stranieri domiciliati nella Confederazione, accusati di contrabbando e associazione a delinquere di stampo mafioso.
Perquisizioni sono state effettuate lunedì in Ticino e nel Canton Vaud presso le sedi di sei società e in tre abitazioni private di Lugano e Mendrisio. Altri quattro mandati di arresto sono stati spiccati contro cittadini italiani residenti nella fascia di confine sospettati di essere dei corrieri di valuta e di aver trasportato i carichi di bionde verso l’Italia.
Confermando le indagini in Svizzera avviate da una richiesta di assistenza giudiziaria del 19 febbraio, il Ministero pubblico della Confederazione non ha voluto precisare i nomi degli inquisiti, ma dalle informazioni fornite dalla Direzione investigativa antimafia barese si tratterebbe del ticinese Franco Della Torre di Mendrisio, dell’italiano Michele Varano residente a Gentilino, di Gilbert Lorenz e Patrick Monnier, due francesi con residenza nel Canton Vaud, che secondo il pubblico ministero Giuseppe Scelsi sono titolari dell’importazione di tabacco nel Montenegro che poi veniva contrabbandato in Italia. Nessun arresto sarebbe stato eseguito sino adesso in Ticino.
Con questi ultimi provvedimenti giudiziari si apre un nuovo capitolo della mega inchiesta sul traffico di sigarette avviata nel 1996 dalla procura di Bari, che ha coinvolto 170 persone. Un’indagine che in Ticino ha fatto scoppiare il caso Cuomo-Verda, coi rapporti tra il presunto boss napoletano del contrabbando, tuttora detenuto a Lugano, e l’ex presidente del tribunale penale del Cantone che dovrà rispondere dei reati di ripetuta violazione del segreto di ufficio e corruzione.
Tra gli attuali indagati, il nome più noto è quello di Franco della Torre che era ritornato alla ribalta l’estate scorsa con l’esplodere del Ticinogate. Della Torre sarebbe stato il primo titolare, attraverso una società panamense, delle importazioni di sigarette dal Montenegro, grazie ad una licenza che poi avrebbe dato in subconcessione a Varano, Gerardo Cuomo, Francesco Prudentino – arrestato il 21 dicembre in Grecia, a Salonicco e già estradato in Italia – e a Monnier e Lorenz, che lavoravano in coppia.
Lorenz, scomparso da tempo dalla circolazione, sarebbe morto in Sud America. Agli inizi degli anni ’80, Della Torre, ex impiegato di banca, era stato implicato a Lugano e New York nei processi della “Pizza Connection”, un colossale traffico di droga con annesso riciclaggio di narcodollari per il quale era stato condannato a due anni. Secondo gli inquirenti americani Della Torre avrebbe riciclato 1 miliardo e 650 milioni di dollari.
Altro personaggio di spicco è Michele Varano, calabrese e titolare di una società con sede a Chiasso, ricercato dalla magistratura di Napoli con l’accusa di aver organizzato lo smercio di sigarette in Campania. Un’indagine che aveva portato al sequestro di due Tir, tre navi e un miliardo di lire in contanti.
Libero D’Agostino
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