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Maxi-multa dell’Unione europea al cartello delle vitamine

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La Commissione europea ha inflitto a 8 industrie farmaceutiche una multa di 850 milioni di euro, di cui oltre la metà a carico della Roche.

Dopo gli Stati uniti, anche l’Unione europea ha deciso di intervenire pesantemente contro il cosiddetto “cartello delle vitamine”, ossia i colossi dell’industria farmaceutica, accusati di aver concordato prezzi di vendita troppo alti. La Commissione europea sulla concorrenza ha imposto il versamento di 850 milioni di euro a otto industrie farmaceutiche per violazione della legge sui cartelli nel settore delle vitamine.

L’ammenda più salata è andata a carico della Roche – 462 milioni di euro, ossia quasi 675 milioni di franchi – riconosciuta colpevole di istigazione all’intesa sui prezzi. Dopo il gruppo basilese, la multa più consistente è stata inflitta alla tedesca BASF, costretta a sborsare 296 milioni di euro.

Per la stessa ragione i membri del cartello delle vitamine erano già stati puniti pesantemente negli Stati Uniti nel 1999. Roche era stata costretta a pagare 500 milioni di dollari (830 milioni di franchi) alle autorità anti-trust americane. Altri sei produttori avevano accettato di versare 255 milioni di dollari a privati, a titolo di risarcimento.

È la multa «più cara mai imposta ad un cartello in Europa», ha indicato il commissario Ue alla concorrenza, Mario Monti, sottolineando che «si tratta della serie di cartelli più pericolosa che la Commissione abbia mai studiato».

Questi cartelli, ha rilevato Monti in una conferenza stampa, hanno funzionato tra il settembre 1989 e il febbraio 1999 e sono da considerarsi «i più dannosi» mai scoperti a causa del numero di vitamine interessate, presenti in molti prodotti: dai cereali ai biscotti, dalle bibite al cibo per animali, dalle medicine ai cosmetici.

Cambiamento di strategia alla Roche

La multa decretata da Bruxelles non peserà sui conti 2001 della Roche: l’importo è infatti coperto integralmente da accantonamenti, secondo quanto dichiarato da Horst Kramer, portavoce del gruppo farmaceutico basilese. Nel 1999 la Roche aveva costituito accantonamenti per un totale di 2,462 miliardi di franchi a copertura dei rischi derivanti dal cartello delle vitamine.

La multa della Commissione è in linea con le aspettative, ha aggiunto Kramer. Prima di decidere su un eventuale ricorso, la Roche intende esaminare l’intero dossier che dovrebbe giungere a Basilea nei prossimi giorni.

Kramer ha rilevato che negli Stati Uniti sono ancora pendenti denunce presentate da clienti. La somma dei risarcimenti dovrà essere stabilita dai giudici. la Roche ritiene tuttavia che i fondi accantonati siano sufficienti.

La vicenda ha insegnato qualcosa alla Roche, ha aggiunto il portavoce. In particolare ha capito che i cartelli a lungo terminenon rendono. Per non parlare poi della perdita di immagine, ha affermato Kramer. Dopo che era scoppiato il caso, il gruppo ha collaborato strettamente con la Commissione UE, ha ricordato Kramer.

Per evitare in futuro casi simili, il gruppo basilese ha lanciato un corso di formazione relativo al codice di condotta dell’azienda, destinato a 8 000 quadri.

Il gruppo svizzero, il più grande produttore di vitamine al mondo con una quota di mercato di circa il 50%, ha rischiato una multa pari al 10 % del fatturato ma ha beneficiato di una certa «clemenza», ha detto Monti, perché ha collaborato a smascherare il cartello, seppur tardivamente.

swissinfo e agenzie

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