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No del Nazionale ai campi di internamento per clandestini

Rifugiati clandestini e che delinquono in Svizzera non finiranno nei campi di internamento della Confederazione: se ne dovranno occupare i Cantoni Keystone

Il Consiglio nazionale ha bocciato la proposta avanzata dal canton Argovia, adducendo che una simile misura sarebbe incompatibile con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Depositata nel giugno del 1999, quando decine di migliaia di kosovari in fuga dai Balcani avevano trovato riparo in Svizzera, l’iniziativa del canton Argovia chiedeva la realizzazione di campi di internamento collettivi chiusi destinati a richiedenti l’asilo accolti provvisoriamente, clandestini e stranieri delinquenti o recalcitranti a ritornare in patria.

Diversamente dal Consiglio degli Stati, che in marzo aveva accettato la proposta, e malgrado l’aperto sostegno dell’UDC e quello meno trasparente della grande maggioranza del PLR, il Consiglio nazionale l’ha respinta 108 voti contro 63.

Secondo la maggioranza dei deputati una simile misura è e, se il parlamento l’avesse adottata, la Svizzera sarebbe stata messa alla berlina dalle organizzazioni internazionali. Nessun paese europeo conosce questo genere di provvedimenti nel settore dell’asilo.

Scopo dell’iniziativa, che reclamava anche l’impiego dell’esercito per sorvegliare le frontiere, era di contrastare “l’aumento della delinquenza in seno ad una parte di richiedenti l’asilo”, una situazione che “pone seri problemi in materia di politica d’asilo e di politica degli stranieri nel suo complesso”.

Solo con una privazione totale della libertà di movimento si sarebbe potuto impedire a delinquenti e recalcitranti di commettere nuovi delitti. Una soluzione che, a detta dell’UDC Hans Fehr, troverebbe l’appoggio di una larga parte della popolazione.

Se l’iniziativa popolare del 18 per cento, bocciata domenica scorsa in votazione, non costituiva una soluzione adatta al problema, come sostenuto dagli oppositori, l’iniziativa del canton Argovia, ha rilevato Fehr, offre invece una concreta opportunità.

Il 90 per cento dei richiedenti l’asilo accolti in Svizzera non violano la legge, ha ricordato la socialista Regine Aeppli a nome della commissione. Inoltre, i cantoni già oggi hanno la possibilità, per i casi più gravi, di allestire luoghi di soggiorno obbligati. L’internamento previsto dall’iniziativa cantonale riguarderebbe inoltre anche richiedenti l’asilo, con le carte perfettamente in regola con la legge, ma la cui procedura fosse pendente e privi dunque di un permesso di soggiorno definitivo.

Anche la ministra di giustizia Ruth Metzler si è opposta per motivi giuridici, finanziari, pratici ma anche di politica estera. Un’approvazione della proposta argoviese marginalizzerebbe ancor più la Svizzera nel consesso internazionale, proprio in un periodo in cui si trova isolata a causa delle polemiche sul segreto bancario e l’evasione fiscale.

Luca Hoderas

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